Colazione gratis per i poveri- Non sprecare
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Colazione gratis: dal caffè al panzerotto “sospeso”. Offerti da clienti generosi a chi non può permetterseli (foto e video)

Caffè, cappuccino e cornetto senza pagare un euro per chi non può permetterselo. Tutto con l’aiuto e il contributo di privati cittadini. La moda solidale del caffè sospeso si estende a macchia d'olio. A lanciarla, Luciano De Crescenzo e Lucio Dalla.

COLAZIONE GRATIS PER I POVERI

L’Italia è terra accogliente e solidale, fatta di gente sempre pronta a aggiungere un posto a tavola, ad affermare con gioia che “dove si mangia in 4 si mangia anche in 5”, a creare reti informali di parentela, amicizie e conoscenze a cui donare il cibo che si ha in abbondanza in casa o a regalare . Un popolo generoso che regala zucchero e caffè quando va in visita o paga un caffè a chiunque lo desideri. Il cosiddetto caffè sospeso dei bar napoletani, un modo solidale e gentile per aprirsi agli altri, tutti e tutte indistintamente. È da questa tradizione, quasi impossibile da spiegare all’Estero, che deriva il costume di lasciare pagato un caffè e un cornetto, una colazione a chiunque non possa permettersela.

La moda del caffè sospeso nasce a Napoli, dove chiunque avesse qualcosa da festeggiare o si fosse svegliato particolarmente di buon umore pagava due caffè: ne consumava uno e lasciava il prossimo “in sospeso”. Era un gesto di apertura e gentilezza verso l’umanità, la stessa che spinge decine e decine di proprietari di bar, caffè e anche ristoranti a offrire colazioni, panini, pizzette e tramezzini a chi ha il portafogli vuoto.

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BAR SOLIDALI

La lista dei bar solidali è lunga, ma cresce a vista d’occhio, complice il passaparola ma anche la crisi che morde, il numero sempre crescente di persone che non riescono a fare fronte ai bisogni più elementari: un tetto, un posto caldo, un pasto al giorno. Più semplicemente, e in qui sta l’importanza simbolica del gesto, donare loro un sorriso, un piccolo piacere quotidiano per molti scontato, ma che non lo è affatto.

L’elenco parte dallo storico caffè Gambrinus, dove campeggia una grande caffettiera dove lasciare scontrini per il caffè sospeso, ma si allarga ogni giorno con nuove adesioni, tanto da riunirsi in una vera e propria Rete del Caffè Sospeso, nata nel 2011 per far conoscere queste iniziative non solo localmente.

PER APPROFONDIRE: “Sospeso”, una moda sempre più contagiosa. Adesso arriva anche il giornale gratis. Dopo il caffè, la pizza, i libri, le sciarpe, il gelato, i giocattoli. E perfino i regali; (foto)

BAR SOLIDALI IN ITALIA

LAZIO

Roma è in prima linea nell’introdurre la moda della colazione solidale. Come succede, ad esempio, nel Municipio II presso lo storico Bar Caprera, di proprietà da circa 7 anni del giovane Andrea Prezioso. Nel suo bar chiunque può entrare, consumare e lasciare o qualcosa di già pagato o un’offerta per le consumazioni di chi non può pagarle. Come Arno, senzatetto che da mesi dorme sotto un portico a due passi dal bar, e che ormai è diventato cliente fisso, amico, e, a volte, aiutante.

Ma nel quartiere Trieste non è il solo esempio di solidarietà: anche il Giada Food Lab & Drink, a Corso Trieste, ha adottato una lavagnetta dove segnare quanti caffè sono sospesi: a seconda dei giorni si arriva anche a 15 caffè già pagati per i bisognosi. Lo racconta la titolare, Giada Giordani, insieme a un aneddoto su quando ha deciso di aderire a questa iniziativa. A lanciarla, dice, un cliente napoletano che ha pagato tre caffè consumandone uno. Da lì ha deciso di usare una lavagna per portare il conto delle consumazioni sospese.

A pochi passi dal bistrot di Corso Trieste c’è la gelateria Marinari, che ha ingrossato le fila dei locali solidali. La signora Daniela, proprietaria con il marito Enrico della storica gelateria, afferma con una punta di orgoglio che chiunque entri da lei, anche se non ha i soldi per pagare, esce comunque con il gelato in mano.

colazione gratis per i poveri

Il clochard Arno e Andrea, titolare del Bar Caprera. Foto tratta da roma.repubblica.it

LOMBARDIA

Anche a Milano esiste una bella e forte rete di solidarietà, l’associazione Pane Quotidiano Onlus, he ogni giorno si occupa di distribuire l’invenduto dei panifici e dei forni ai poveri della città. In collaborazione con il Comune di Milano e la Confcommercio ha dato vita a una kermesse benefica che mette insieme 150 panificatori venuti da tutta Italia a preparare le loro specialità regionali per raccogliere fondi da destinare alla diocesi di Harar, in Etiopia, con l’obiettivo di costruire un grande panificio industriale. 

La manifestazione Pane in Piazza ha l’obiettivo di costruire a Dire Dawa, a 50 km da Harar un panificio industriale. Un primo passo è stato già raggiunto: un grande forno per la panificazione è stato già installato e rifornisce di un buon quantitativo di pane i più poveri, come i 1.500 ospiti dell’Istituto delle Suore di Madre Teresa di Calcutta e 150 bambini orfani.

PIEMONTE

Dal Sud al Piemonte: la tradizione del caffè sospeso e dei caffè solidali si è estesa anche nella cittadina di Bra. Al Caffè Cavour su una lavagnetta si segnano con una spunta le consumazioni lasciate offerte, ma anche ad Asti, presso il bistrot della Casa del Popolo, i soci dell’associazione possono lasciare caffè pagati, che vengono consumati soprattutto dai migranti che la frequentano per i corsi di italiano. L’idea è stata dell’associazione Noix De Kola che ha anche aderito alla rete nazionale del Caffè sospeso.

VENETO

Anche in Veneto c’è chi è riuscito a vincere diffidenza e ignoranza. Come Wilmer Fogarin, titolare del Wilmer’s Snack Bar di Corso del Popolo a Mestre. Come racconta, molti clienti che leggevano la locandina credevano si trattasse di un problema alla macchina del caffè. Adesso, invece, pare la partecipazione sia abbastanza massiva. Con una regola: se entra chi non può pagarlo ma non c’è nessuna tazzina in sospeso, la consumazione la offre la cassa.

A Verona, invece, la tradizione dei bar solidale è tenuta alta dallo storico Caffè Borsari, la cui proprietaria, Simona, annota in un’agendina la quantità delle consumazioni pagate. All’inizio, la solidarietà era solo verso un senzatetto che viveva in quelle strade del centro, poi hanno deciso di allargarlo a tutti e tutte, e i clienti preferiscono addirittura uscire con la tazzina in mano per donarlo di persona.

EMILIA ROMAGNA

L’accogliente Emilia Romagna di certo non poteva esimersi dall’iniziativa dei bar solidali. A Ravenna, per esempio, gli esercizi che hanno aderito, stimolati dal gruppo Ravenna Centro Storico, sono undici. L’ Hotel Diana, caffetteria La Mimosa, caffetteria Dolce Salato, caffè Belli, caffè Rekiko, caffè Corte Cavour, caffè Letterario, forno pasticceria Coccinella, Costa Cafè, Alez & Paul e Voilà Caffè sono i primi locali che hanno aderito, in cui è possibile lasciare pagato un panino o una colazione.

A Bologna, poi, la tradizione è decennale: in principio fu il Caffè Accademia, nel 2012, da un idea di Lucio Dalla. Oggi, nel locale Il Panino, in via Galliera, chi entra nel bar può pagare per un panino, che verrà poi offerto a chi non può permetterselo. Tutti i panini costano 5 euro e lo scontrino sospeso viene messo in bacheca, in modo che chi entra e ha bisogno di mangiare ma non ne ha le possibilità, sa immediatamente che c’è un panino offerto da qualcun altro. Il titolare, Raffaele Marseglia, si è anche impegnato per donare i panini invenduti all’associazione Piazza Grande, che si occupa delle persone senza fissa dimora.

Nello scorso febbraio il caffè sospeso è sbarcato anche a Portogaribaldi, vicino a Comacchio, presso il Vertigo Cafè.

PUGLIA

A Corato, nella provincia della BAT, nel bar del signor Aldo Diasparra, il Cafè Movida, i caffè sospesi sono più di quelli richiesti. L’offerta di solidarietà, insomma, supera la domanda, forse per una reticenza di chi non può permettersi di pagare un caffè, e dunque il titolare, barista di buon cuore che da anni dedica alla carità le sue tazzine, è costretto addiritura a lanciare un appello: i caffè sulla lavagnetta superano la ventina, e sono “inutilizzati”.

Nel capoluogo di regione, Bari, la solidarietà è ormai presente in quasi tutti i quartieri. Pionieri del caffè sospeso sono stati Nicla Petrelli e suo marito Giambattista Luceri. Nel loro bar in corso Vittorio Emanuele 44 a Triggiano i caffé sospesi vengono offerti ai frequentatori della mensa dei poveri o agli ospiti del centro di riabilitazione psichiatrica.

In zona Picone, poi, Antonella Lacriola, barista del bar di Via Lembo, non offre solo tazzine di caffè pagate, ma appena chiude la serranda dona il cibo preparato e invenduto a una coppia di anziani bisognosi che attendono con pazienza ogni sera.

Oltre al caffè, a Bari i generosi donano pane e panzerotti.  La salumeria vicino al bar di Antonella, gestita da Rita Pupillo, e da suo padre, espone il cartello “Pane sospeso” e un grande salvadanaio dove i clienti possono lasciare anche donazioni per altri alimenti.

Camminando lungo lo stesso marciapiede, Patrizia Mastrorilli,  moglie del titolare della pizzeria al numero 32/B, dona a chi non può comprarli i suoi straordinari panzerotti.

SICILIA

A Barcellona Pozzo di Gotto, in provincia di Messina, l’Associazione Culturale Genius Loci ha lanciato il “caffè sospeso” destinato a tutti i clienti dei tanti bar cittadini che hanno aderito all’iniziativa. Potranno offrire una tazzina di caffè o cappuccino a chi non sta vivendo un buon momento economico.

Non poteva mancare, nell’elenco, la città di Palermo: nel “Bar Oliver” di via Sampolo 480
Salvatore Prester, dona tazzine di caffè e colazioni già pagate a chiunque si affacci per chiedere se c’è un caffè sospeso, e si augura che il bel gesto venga emulato dagli altri esercenti.

SARDEGNA

Un bell’esempio di solidarietà arriva da una coppia di titolari di un bar a Quartu Sant’Elena, in provincia di Cagliari.

Stefano Vargiu, 43 anni, insieme a sua moglie, Nada, gestisce un bar in via La Marmora, la Caffetteria Nika. Ogni sera, prima di tornare a casa, la coppia non butta il cibo invenduto, ma lo mette in una busta che rimane appesa fuori dalla loro attività. Croissant, biscotti, pane, pizzette, tramezzini, tutto a disposizione di chi ne ha bisogno accompagnato da un cartello che invita ad usufruirne. Prima consegnavano a mano il cibo che restava al bar, ma si sono accorti che per dignità molti non volevano accettarlo. Così hanno inventato questa forma alternativa di aiuto, e confessano che a chiedere magari anche una pizzetta gratis sono tanti anziani e tanti giovani, padri separati e donne sole.

colazione gratis per i poveri

Il bellissimo gesto a Quartu Sant’Elena, foto tratta da Casteddu On Line

L’elenco dei bar solidali è comunque sempre in via di aggiornamento. Se ne avete altri da segnalare, scriveteci all’indirizzo redazione@nonsprecare.it

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