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Toilette pubblica, come renderla più ecologica e senza sprechi

Quando entriamo in un bagno pubblico, di solito in Italia sono sporchissimi, facciamo attenzione a tre cose. Tasto piccolo per lo scarico, niente sprechi di acqua e tessuti lavabili per asciugarci.

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BAGNI PUBBLICI –

Diciamo la verità: i nostri bagni pubblici fanno davvero schifo. Quando entriamo in un bar, in un locale, in un ristorante, per andare alla toilette, dobbiamo turarci il naso per non respirare una nuvola di cattivi odori. Ovunque sporcizia, sprechi e impianti obsoleti. Per non parlare dei bagni pubblici comunali, nei giardini, o in stazioni e posti pubblici: ancora più abbandonati.

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REGOLE PER UTILIZZARE I BAGNI PUBBLICI –

Per dare una lezione a questi gestori della sporcizia, e non dell’igiene, impariamo alcuni piccoli comportamenti utili, ispirati all’idea di Non sprecare, nell’uso della toilette. Fondamentalmente, sono tre.

  • Primo: quando esiste un doppio dispositivo di scarico, che regola la quantità di acqua utilizzata per il ricambio, utilizziamo sempre il più piccolo. Avremo dato il nostro contributo quotidiano alla lotta contro gli assurdi sprechi di acqua.
  • Secondo: regoliamo l’apertura del rubinetto al minimo per lavarci le mani, ed evitiamo di tenerlo aperto inutilmente. Il fatto che siamo in un bagno pubblico, e non a casa nostra, non deve indurci all’indifferenza e allo spreco. Lascereste mai aperto il rubinetto del vostro bagno? E allora, non fatelo neanche in una toilette utilizzata da tutti.
  • Terzo: asciughiamoci le mani con il rullo in tessuto lavabile. Evitiamo il getto di aria calda, che ha costosi consumi energetici e non è neanche troppo efficace, ed evitiamo la carta usa-e-getta che poi finisce in qualche strada, o in qualche discarica.

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