La prima cosa che colpisce è che l’onere di escludere gli under 16 spetta alle stesse piattaforme che devono prendere “misure ragionevoli” per impedire che un ragazzo sotto i 16 anni abbia già un suo account social. Non c’è un metodo unico imposto dalla legge: possono verificare l’età usando strumenti differenti (ad es. data di nascita, documenti, sistemi di verifica dell’identità), ma devono mostrare di aver fattoLa responsabilità legale è delle aziende, non degli utenti: né i minori né le loro famiglie, infatti, vengono puniti se violano la regola.
La legge è rivolta alle piattaforme di social media definite “age‑restricted” — cioè servizi in cui gli utenti creano profili, condividono contenuti e interagiscono socialmente. Tra i principali servizi coinvolti ci sono:
- Facebook, Instagram, TikTok
- Snapchat, X (ex Twitter), Threads
- YouTube, Reddit, Twitch, Kick
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