Quanto fanno bene gli animali nelle case di riposo per anziani

In molte regioni sono accolti con le porte aperte. E la loro compagnia abbatte il rischio di morte e aiuta a vincere la solitudine

Quanto fanno bene gli animali nelle case di riposo per anziani
La Lombardia è sicuramente la regione che sta più avanti in Italia, visto che una legge del lontano 2017  prevede espressamente la possibilità di accesso di cani, gatti e conigli in ospedali e RSA, demandando però alle strutture la definizione delle modalità pratiche.Anche in altre regioni, come il Piemonte, l’ Emilia-Romagna, il Veneto, la Toscana e il Friuli-Venezia Giulia hanno sviluppato numerosi progetti in RSA, Alzheimer e geriatria, spesso in collaborazione con ASL e università.

RSA  che accettano animali in Lombardia 

Nel corso degli anni sono diverse le case di riposo che hanno aperto le porte, anche adeguandosi in questo senso, agli animali domestici. Tra le principali ricordiamo:

  • Residenza Heliopolis – Milano – Una struttura che accoglie qualsiasi animale domestico, tra i quali cani, gatti, pappagalli e conigli, e che mette a disposizione alloggi adeguati proprio per ospitare gli amici a quattro zampe.
  • Casa di riposo Residenza Vittoria – Brescia – Una realtà vivace, professionale e culturalmente attiva che offre residenze e appartamenti per anziani integrando, tra gli altri, servizi di Pet Therapy.
  • RSA-RSD Leopardi – Gruppo La Villa – Milano – Una struttura che da anni ha aperto le porte agli animali e ai benefici della Pet Therapy per i propri ospiti e che offre servizi di qualità, assistenza e benessere totali.

Benefici

I benefici più documentati sono questi:

Riduzione della solitudine e della depressione

Molti ospiti delle RSA soffrono isolamento, perdita di relazioni e tristezza.
Il contatto con un animale:

  • aumenta il senso di compagnia,
  • riduce la sensazione di abbandono,
  • stimola emozioni positive e affetto.

Negli anziani fragili o vedovi, il cane o il gatto spesso diventano un importante punto di riferimento emotivo.

Riduzione dell’ansia e dell’agitazione

Accarezzare un animale può favorire:

  • rilassamento,
  • diminuzione dello stress,
  • abbassamento della pressione arteriosa e della frequenza cardiaca.

Nelle persone con demenza o con Alzheimer si osserva spesso una riduzione dell’agitazione comportamentale.

Stimolazione cognitiva

Gli animali aiutano a:

  • riattivare ricordi autobiografici,
  • migliorare attenzione e comunicazione,
  • favorire orientamento temporale ed emotivo.

Ad esempio, molti anziani iniziano spontaneamente a raccontare esperienze della propria vita legate agli animali.

Maggiore socializzazione

I cani soprattutto facilitano le interazioni:

  • tra ospiti,
  • con operatori e familiari,
  • durante attività di gruppo.

In RSA gli animali spesso diventano un “ponte sociale”, specialmente per persone molto chiuse o apatiche.

Benefici motori e fisici

Con il cane possono esserci:

  • passeggiate assistite,
  • piccoli movimenti,
  • esercizi di coordinazione e motricità fine.

Anche semplici gesti come spazzolare il gatto o dare premi al cane aiutano mobilità e manualità.

Benefici anche per il clima della struttura

Molte RSA riferiscono che la presenza degli animali:

  • rende l’ambiente meno ospedaliero,
  • migliora il tono emotivo generale,
  • favorisce relazioni più umane tra personale e ospiti.

Cani e gatti con gli anziani e diminuzione del rischio di morte

L’American Heart Association nel 2022 ha ribadito — sulla base di diversi studi scientifici precedenti e metanalisi — che avere un cane, e in parte anche altri animali domestici come i gatti, è associato a una riduzione del rischio di morte, soprattutto negli anziani e nelle persone con malattie cardiovascolari.In particolare una metanalisi che ha messo insieme dieci studi con una base complessiva di 3,8 milioni di partecipanti, ha evidenziato come tra le persone che godono della compagnia di un cane il rischio di morte, per tutte le cause, si abbatte del 24 per cento e crolla del 65 per cento per pazienti con problemi cardiaci.
ll professor Andrea Ungar, presidente della Società Italiana di Gerontologia e Geriatria (SIGG), ha espresso più volte una posizione molto netta: la relazione con cani e gatti negli anziani è un vero fattore di salute, con benefici sia emotivi sia fisici, e in alcuni casi anche clinici. “Gli animali sono un supporto emotivo e relazionale – dice Ungar – e sono eccellenti per combattere la solitudine, per esempio quella della vedovanza. Avere un cane ti obbliga a uscire, camminare all’aria aperta, e già così si riduce la pressione e il colesterolo, mentre aumenta la vitamina D e l’intestino lavora meglio”.

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