Tutto avviene in pochi secondi, quelli decisivi, con i quali potrebbe essere possibile salvare tante vite umane che ogni anno si sprecano a causa degli incidenti sul lavoro. All’università di Pisa, e in particolare al Polo tecnologico di Navacchio, un gruppo di venti scienziati, dopo ricerche, studi e applicazioni durate oltre due anni, hanno inventato un sistema intelligente, chiamato AiSafety, per prevenire gli incidenti sul lavoro, innanzitutto quelli mortali.
Si tratta di una piattaforma composta, con sensori e telecamere, e governata dall’Intelligenza artificiale, che può essere installata sia negli ambienti di lavoro, sia sui macchinari, sia, in alcuni specifici casi, sulle tute da lavoro degli operai.
Il sistema vede al centro l’attività dell’Intelligenza artificiale che impara il funzionamento corretto delle macchine e i comportamenti normali e sicuri dei lavoratori. Di fronte a un errore dell’uomo (per esempio: l’operaio che avvicina troppo la mano a una lama elettrica, a un tornio o a una fresa) o della macchina (per un guasto meccanico o elettrico), il sistema è in grado di lanciare immediatamente un allarme luminoso o acustico, e anche di bloccare tutto, evitando così qualsiasi rischio per il lavoratore.

A questo punto il gruppo di ricerca degli scienziati pisani, guidati dai professori Roberto Gabrielli (esperto di Impianti industriali meccanici) e Paolo Nepa (docente di Ingegneria nel settore dei campi elettromagnetici) prima di trasformare AiSafety in un prodotto acquistabile sul mercato, dovrà superare due ostacoli. Il primo: azzerare, o comunque ridurre al minimo, i “falsi allarmi”, che altrimenti renderebbero controproducente il sistema. Il secondo: convincere le imprese a investire per migliorare la sicurezza dei propri dipendenti e installare AiSafety nelle zone più rischiose degli stabilimenti produttivi.
Foto di copertina tratta dal sito www.unipi.it
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