Ogni anno vengono aggrediti quasi 25mila tra medici e infermieri

I dati del ministero della Salute. Molti Pronto soccorso ormai sono presidiati dalla Polizia con l'impiego di ben 430 agenti

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Invece di rafforzare la rete dell’assistenza sanitaria sul territorio, anche per evitare lo spreco dei ricoveri inutili, in Italia abbiamo inventato una nuova rete di protezione, questa volta per medici e infermieri: pattuglie della Polizia per presidiare i pronti soccorso ed evitare ciò che avviene di fatto ogni giorno, ovvero le aggressioni verbali e fisiche contro i medici e gli infermieri.
Questi sono gli episodi evidenziati dalle pagine di cronaca di una sola settimana, nel mese di giugno 2026: nell’ospedale Sant’Anna di Como un giovane di 23 anni è stato fermato mentre stava aggredendo i medici del Pronto soccorso; nelle stesse ore all’Ospedale del Mare di Napoli a essere picchiati sono stati due infermieri, che cercavano soltanto di evitare il caos all’ingresso;  presso l’Ospedale Molinette di Torino, un infermiere del Pronto soccorso è stato colpito con un calcio al torace da un paziente in stato alterato, riportando una frattura; al Policlinico di Modena, un infermiere del triage è stato aggredito durante il turno in Pronto soccorso, con una prognosi di 21 giorni. Gli aggressori puntualmente se la cavano con una denuncia per interruzione di un servizio pubblico, lesioni, minacce, violenza a pubblico ufficiale. Ma difficilmente vengono arrestati anche per un solo giorno.

I numeri più recenti del Ministero della Salute parlano di quasi 18.000 episodi di aggressione nel 2025 contro operatori sanitari e sociosanitari in Italia. Gli operatori coinvolti sono stati 23.367, perché un singolo episodio può coinvolgere più persone (ad esempio più infermieri o medici presenti nello stesso reparto).

Di fronte a questo gigantesco spreco, a danno della salute e del lavoro dei medici e degli altri operatori sanitari, l’unica risposta che si sta diffondendo in tutta Italia è quella di garantire una pattuglia fissa di Polizia presso l’ingresso di ciascun Pronto Soccorso. Succede in molti ospedali siciliani (da Palermo a Trapani), ma anche negli ospedali San camillo (Roma), Infermi (Rimini) e Jazzolino /(Vibo Valentia), solo per citare i casi più eclatanti.

Le postazioni attive sul territorio nazionale, per proteggere medici e infermieri negli ospedali sono ormai 205, con l’impiego di ben 430 agenti di Polizia e una copertura oraria che in alcuni casi arriva fino alle 24 ore. 

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