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Industria usato: in Italia è boom. La sceglie quasi un consumatore su due

Il 44 per cento degli italiani ha acquistato o venduto un prodotto usato nel corso dell’anno. La metà attraverso il web, ma vanno forti anche mercatini e negozi vintage. Ci sono 3.500 imprese nel settore dell’usato, e 10mila lavoratori.

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ACQUISTI DI SECONDA MANO IN ITALIA –

C’è un’industria che non conosce la parola crisi: quella dell’usato. La crescita di questo mercato è davvero impressionante, e ormai 30 milioni di italiani, ogni anno, fanno acquisti di seconda mano. Siamo al 44 per cento della popolazione che, nel corso del 2014, ha acquistato o venduto un prodotto usato.

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ACQUISTI USATO CONTRO SPRECHI –

Che cosa indica questo mutamento nei comportamenti dei consumatori? Innanzitutto una riduzione del superfluo, degli sprechi e di cose che si conservano per non utilizzarle. “I prodotti che si comprano e si vendono sul mercato dell’usato, in genere, sono destinati a finire in qualche discarica, oppure sepoliti in una cantina o in una soffitta” racconta Melany Libraro, responsabile di Subito.it, il primo sito del commercio dell’usato in Italia. E aggiunge: “Siamo di fronte a una nuova filosofia del consumo, con i cittdini molto più attenti a valutare l’effettiva utilità di un prodotto e tutte le possibilità che ci sono per ottenerlo a buon prezzo”.

ACQUISTI USATO ONLINE –

Il volano della svolta, ovviamente, non poteva non essere l’universo di Internet. La metà delle transazioni, infatti, avvengono attraverso il web, e centinaia di piccoli e grandi siti che offrono la possibilità di fare acquisti di seconda mano oppure di vendere oggetti che non utilizziamo più nelle nostre case.

Ma il raggio d’azione dell’usato si sta allargando a macchia d’olio. Tra mercatini in tutte le città, anche le più piccole, e negozi vintage, siamo ormai a circa 3.500 aziende che vivono sulle transazioni dell’usato, con un’occupazione di oltre 10mila addetti.

ACQUISTI USATO: PERCHÉ CONVIENE –

Quanto alle motivazioni dei consumatori, al primo posto compare la necessità di risparmiare e di evitare sprechi (71 per cento degli italiani). E questo indica un mutamento relativo agli stili di vita: non sprecare con oggetti inutili o abbandonati è diventata una parola d’ordine nelle nostre case, dove spesso giacciono abbandonate cose che poi nessuno usa. Il risparmio, e la crisi, hanno dato una spinta decisiva a nuove stili di vita.

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