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Acquisti online: il portafoglio risparmia, ma il conto per l’ambiente è salatissimo

Dalla plastica degli imballaggi alle emissioni di CO2. I costi ambientali degli acquisti online sono particolarmente alti, tanto da mobilitare persino il MIT, che lancia l'allarme. Per impattare di meno sull'ambiente, rinunciamo alla spedizione ultrarapida

Le promozioni per gli utenti sono sempre vantaggiosissime, con sconti e offerte che fanno gola e lasciano il portamonete più pesante. Eppure, i grandi colossi dell’e-commerce all’ambiente non fanno sconti, costringendolo a pagare conti salatissimi, a partire dall’inquinamento da plastica derivante dal packaging dei prodotti per arrivare alle emissioni di anidride carbonica per lo spostamento dei pacchi.

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ACQUISTI ONLINE E SOSTENIBILITÀ

Numeri allarmanti e impressionanti, soprattutto se pensiamo alla plastica e al cartone degli imballaggi, problema che va ben oltre quello dell’inquinamento derivante dai sacchetti dei negozi al dettaglio. Secondo dati del Consorzio per il riciclo degli imballaggi in plastica, in un decennio la plastica immessa in circolo è aumentata del 200%, e il 15% di questa torta è rappresentato dai materiali plastici prodotti dal commercio online, che li utilizza per il multiball, le fascette e la pellicola in cui avvolge gli oggetti.

Per quanto riguarda il cartone, invece, l’aumento è minore visto il maggior uso dell’ondulato riciclato, ma è comunque un costo ambientale che ha la sua incidenza volumetrica sulla produzione di rifiuti.

Il punto cardine è proprio la logistica per il movimento dei pacchi e delle spedizioni: 15 milioni di consegne solo l’anno scorso, con il trasporto, e il traffico su gomma, più che raddoppiato perché aumentano anche i veicoli commerciali. Uno studio americano di Bloomberg New Energy Finance e McKinsey stima che entro il 2050 nelle grandi città transiteranno il 40% in più tra camion e furgoncini, con un aumento di gas serra più che preoccupante. Nella sola città di Londra, si legge nello stesso studio, furgoni e camion sono responsabili del 30% di emissioni inquinanti.
Per tacere del trasporto aereo, che nel 2050 produrrà il 22 % di CO2, come evidenzia un rapporto del Parlamento Europeo.

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IMPATTO AMBIENTALE DELL’E-COMMERCE

Il MIT di Boston sta studiando il fenomeno, con un team di docenti e studiosi, nel tentativo di capire se è possibile, e come, arginare il fenomeno. I grandi colossi del commercio online, come Amazon ed e-Bay, sono molto prudenti nel diffondere i dati sull’inquinamento da e-commerce, e ciò rende la stima futura delle emissioni di CO2 del commercio elettronico una faccenda complicata.  Josué Velázquez-Martínez, docente di logistica sostenibile,  afferma che a peggiorare le cose ci si mettono anche la riduzione dei tempi di consegna e i tanti piccoli ordini che facciamo senza aspettare e raggrupparne magari qualcuno. Quando vogliamo ricevere un prodotto in breve tempo le emissioni carboniose aumentano, mentre se siamo disposti ad aspettare una settimana salviamo ben 80 alberi a spedizione.

Le conseguenze del nuovo modo di acquistare ciò di cui abbiamo bisogno non sono solo quelle perfettamente quantificabili. Un articolo recente del New York Times lancia l’allarme: le città stanno modificando la propria fisionomia per adattarsi agli spostamenti dei corrieri, ingolfandosi di traffico e ricoprendosi di cemento per tirare su, al più presto, nuovi magazzini per la merce.

ACQUISTI SOSTENIBILI:

 

 

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