Abbiamo guidato il «suv» a idrogeno | Non Sprecare
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Abbiamo guidato il «suv» a idrogeno

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La strada per raggiungere l’obiettivo “Zero Emissions” con le auto a idrogeno e’ ancora non e’ proprio dietro l’angolo tuttavia molti costruttori procedono a ranghi forzati in questa direzione.
Noi abbiamo provato su strada la Gm HydroGen4, targata e omologata e senza alcun orpello all’interno che facesse pensare ad un prototipo. Siamo in piena fase uno, come dichiarano in GM ovvero quella che prevede la costruzione in piccola serie di veicoli alimentati con fuel cell ad idrogeno, testati in condizioni “normali” per verificare l’accettazione da parte degli utenti e la possibilita’ di fare rifornimento.
La fase due di pre-commercializzazione, durante la quale si attende la realizzazione delle infrastrutture come i distributori di idrogeno, e’ prevista tra il 2010 e il 2015, anno in cui partira’ la terza fase ovvero la commercializzazione di massa.

la carenza di infrastrutture che frena lo sviluppo di questa tipologia di auto. Le tecnologie per realizzarle ci sono gia’, i serbatoi per contenere l’idrogeno allo stato gassoso compresso, le fuel cell sufficientemente efficienti e le batterie agli ioni di litio di dimensioni accettabili per immagazzinare l’energia necessaria.
I costi sono ancora elevati perche’ non c’e’ una produzione di massa ma quando questo avverra’ queste auto non avranno piu’ prezzi proibitivi, che vanno ben oltre il milione di euro, come nel caso della GM Hydrogen4 (denominata pure Equinox FC) che abbiamo testato in Germania nella zona di Rsselsheim su strade aperte al traffico.
Guidare un’auto ad idrogeno e’ come guidarne una elettrica, poiche’ sono le fuel cell a dare la corrente necessaria al motore il quale nel silenzio piu’ assoluto spinge la vettura generando una coppia incredibile, come avviene per tutti i motori elettrici. La differenza e’ nel sibilo costante che accompagna il viaggio dell’auto prodotto dal continuo lavorio delle fuel cell. Esattamente proviene dal compressore dell’aria che la pompa incessantemente all’interno dello stack delle fuel cell, che nel caso della HydroGen4/Equinox FC si compone di ben 440 celle capaci di alimentare il motore da 73 kW per ben 320 chilometri, tale infatti e’ l’autonomia di questo veicolo che pesa attorno alle 2 tonnellate
Le prestazioni sono interessanti, raggiunge la velocita’ massima di 160 km/h, come hanno dichiarato, ma quello che impressiona e’ la ripresa e l’accelerazione bruciante da 0 a 100 km/h in 12 secondi, con una progressivita’ che fa invidia alle attuali automobili turbo.
All’interno, silenzio a parte, non si notano particolari dispositivi. Come per le attuali vetture ibride in commercio, c’e’ il gadget del display che mostra i flussi di corrente che vanno dalle fuel cell al motore, come interviene la batteria, ecc?

Solo che nel cruscotto invece di campeggiare il consueto contagiri c’e’ uno strumento che segnala quanti kWh stiamo chiedendo al sistema, in pratica indica la richiesta di energia che stiamo applicando al pedale dell’acceleratore, suggerendo che piu’ pigiamo, piu’ stiamo consumando, in questo caso elettricita’.
Questo veicolo, e’ stato dichiarato ha consumi equivalenti a 4,6 litri di benzina per 100 km, contro i 9,6 l/100 km della Equinox ICE, con motore a combustione interna. In pratica lo stesso veicolo alimentato con le fuel cell consuma la meta’.
Il serbatoio che si compone di tre bombole rinforzate in fibra di carbonio per contenere 4,2 kg di idrogeno alla pressione di 700 bar. Per avere un metro di paragone 6 kg di idrogeno a 700 bar sono capaci di erogare 200 kWh di energia chimica occupando un volume di 170 litri.

Gli ingombri su un veicolo cosi’ grande come il Suv Equinox non sono eccessivi e pure la guidabilita’ e’ paragonabile al veicolo convenzionale. Lo sterzo non da’ segni di reazioni particolari sebbene il peso dei serbatoi gravi nella parte posteriore, la guida e’ piacevole e il comfort a bordo ben superiore: nel silenziosissimo abitacolo si avverte solo il fruscio del rotolamento delle ruote. Quello che cambia e’ il senso di responsabilita’ che incute sedere al volante di un veicolo che costa attorno al milione di euro e del quale sono stati prodotti solo 100 esemplari, tutti destinati a una serie di test, propedeutici alla produzione vera e propria.