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Leggere rende felici, e salvare le piccole librerie è un dovere utile per tutti noi

Purtroppo continuano a chiudere, come denuncia Susanna Tamaro. E nessuno muove un dito, a partire dalla politica e dalla pubblica amministrazione. Ma una libreria è anche un veicolo di felicità: lo dice la scienza.

Leggere rende felici, e salvare le piccole librerie è un dovere utile per tutti noi
Leggere rende felici: i risultati di una ricerca
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LEGGERE RENDE FELICI

Salviamo la memoria delle piccole e storiche librerie: è questa la sintesi di un grido quasi disperato di Susanna Tamaro, pubblicato sul Corriere della sera in prima pagina. La scrittrice ricorda l’ennesima, piccola libreria che chiude: questa volta nella sua Orvieto, ma comunque sempre e solo, come avviene in tutta Italia, secondo le leggi del dio mercato. Ovvero: via le piccole librerie e avanti con nuovi esercizi commerciali, dai jeans al pizzicagnolo di turno. La Tamaro ricorda come in altri paesi europei, dalla Francia alla Spagna e alla Germania ( ma la lista potrebbe essere molto lunga), dove certo non mancano griffe e dehors che ingoiano luoghi e territorio, in questi paesi le piccole librerie sono aiutate a resistere. Innanzitutto con sgravi fiscali e con affitti calmierati. E in Italia? Nulla di nulla. E forse dovremmo iniziare, come con gli alberi da conservare e da piantare, a proteggerle noi cittadini, magari con altri strumenti, le piccole librerie.

LA LETTURA RENDE PIÚ FELICI

Intanto, non per consolarci, ma solo per sottolineare la gravità del fenomeno, c’è anche da ricordare che le piccole librerie, pezzi dell’identità di un territorio e di una comunità, sono anche veicoli di felicità. Sì, avete capito bene: felicità, in quanto leggere rende felici. E lo dice la scienza.

Quella che consideravamo infatti solo una percezione quasi istintiva, adesso è un dato di fatto confermato dalla legge della statistica: leggere rende felici. Un’indagine realizzata dal gruppo GeMs (che comprende importanti marchi editoriali come Longanesi e Guanda), in collaborazione con l’università di Roma Tre, ci dimostra come la lettura, oltre ad essere un vero e proprio piacere, sia anche una porta di accesso alla felicità.

Secondo la ricerca, infatti, l’indice di felicità dei lettori è pari a 7,44, mentre per i non lettori scende a 7,21. Una bella differenza. Ci sono anche altri dati interessanti che emergono dallo studio. La lettura sviluppa emozioni positive, e in generale chi legge è più soddisfatto per l’uso del proprio tempo libero. Infine, leggendo si diventa più ottimisti e meno aggressivi.

DATI SULLA LETTURA IN ITALIA

Purtroppo, come sappiamo, in Italia si legge ancora molto poco. Leggono quasi zero i rappresentanti della nostra classe dirigente, e questo ne spiega anche la fragilità e l’inconsistenza, e l’unico settore che davvero ha fatto un passo avanti nell’ultimo anno è quello della letteratura per ragazzi. Dalla ricerca GeMs c’è un elemento che dovrebbe farci riflettere per migliorare la lettura: il 68,5 per cento degli intervistanti è convinto che per leggere di più diventa fondamentale il ruolo della famiglia. Dunque, diamoci da fare per portare libri nelle nostre case.

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