Moda sostenibile: dagli scarti delle arance agli abiti da passerella

Moda sostenibile: dagli scarti delle arance agli abiti da passerella
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Un progetto innovativo, destinato a trasformare il concetto di moda sostenibile. Orange Fiber è tra “le 10 idee che cambieranno la vita di dieci milioni di persone”: questo era lo scopo dell’iniziativa Changemakers for Expo Milano 2015, nata in occasione di Expo 2015. E gli abiti della giovanissima stilista catanese Adriana Santonocito hanno convinto la giuria, come progetto di impresa ad alto valore sociale e ambientale creato da giovani talenti under 30.
Orange Fiber è un progetto di moda che trasforma in trattamenti vitaminici per abiti e in materia prima tessile gli scarti agrumicoli, grazie a R&S e nanotecnologie. L’idea si deve ad Adriana Santonocito, 35 anni fondatrice e designer. Con lei Enrica Arena, 27 anni, co-fondatrice e responsabile comunicazione e impatto sociale; Stefania Cauzo, 27 anni, responsabile commerciale, contabilità e amministrazione interna; Manfredi Grimaldi, 32 anni, responsabile di filiera.

Alla giovanissima squadra anche un altro prestigioso riconoscimento: durante la premiazione dei finalisti la Camera della Moda ha annunciato che sarà tra i partner del progetto Orange Fiber, per trasformare le arance in abiti utilizzando gli scarti della lavorazione degli agrumi per realizzare tessuti cosmetici in grado di rilasciare sulla pelle proteine anti-ossidanti e vitamina C. Gli agrumi utilizzati derivano dalla produzione in eccedenza e dagli scarti di lavorazione. Come spiega Adriana Santonocito, “Oltre agli scarti dei derivati, c’è una grande parte di prodotto che non viene venduta: scartata per via della buccia troppo spessa o per via del fatto che è stata intaccata dalla grandine oppure perché colorito e dimensioni la rendono inadatta al mercato alimentare. Orange Fiber usa tutto quello che viene normalmente considerato uno scarto. È un processo economico. Pensiamo al cotone biologico: ha bisogno di tantissima acqua, mentre noi non sprechiamo materie prime, né intacchiamo prodotti alimentari”.

In particolare, Adriana Santonocito ha inventato un modo per estrarre dagli scarti della lavorazione dell’arancia la cellulosa. Tramite un procedimento chimico a basso impatto ambientale e portato avanti attraverso l’utilizzo di solventi green, si estrae la cellulosa che diventa così una nuova materia prima che le industrie tessili possono trasformare in tessuto.
Il risultato di questo processo è una collezione di moda composta da 10 capi che costano in media 80 euro ciascuno. Abiti non solo esteticamente belli ma anche in grado di rilasciare vitamine A, E e C al contatto con la pelle: “Tramite nanotecnologie – spiega la stilista – l’olio essenziale di agrumi viene incapsulato e fissato sui tessuti. Da qui ha inizio un processo di rottura delle microcapsule presenti nel tessuto, in modo automatico e graduale, che comporta il rilascio delle vitamine sulla pelle”.

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