Il panico per la guerra, quando ci si trova in una zona calda, è più che comprensibile. E purtroppo i devastanti effetti collaterali si moltiplicano, come sta avvenendo nel cosa della grande fuga da Dubai e Abu Dhabi dei turisti italiani. Chi di loro viveva con un cane o con un gatto, non riesce a trovare le soluzioni adatte per portarseli dietro. Ci sono problemi di costi e di trasporto, i voli in partenza vanno a singhiozzo, e spesso ci sono decisioni da prendere “last minute”, senza il tempo per potersi occupare anche del cane.
Il risultato è che molti animali vengono abbandonati per strada, nel deserto, nelle case vuote in queste settimana. E in alcuni casi la soluzione è ancora peggiore: i proprietari degli animali si rivolgono a cliniche locali, specializzate anche per l’eutanasia degli animali. E così tra le vittime di questa sciagurata loro ci sono anche cani e gatti.
Claire Hopkins, una volontaria britannica impegnata nei soccorsi negli Emirati Arabi Uniti, testimonia il panico che sta travolgendo la comunità: “Ogni giorno vediamo aumentare la paura tra i proprietari di animali domestici. Molti vogliono restituire gli animali che avevano adottato, mentre le strutture di accoglienza sono ormai sature. La situazione è resa ancora più drammatica dalle condizioni in cui alcuni animali vengono ritrovati: gatti lasciati in scatole davanti alle porte con biglietti di scuse e cani legati ai pali della luce senza acqua né cibo”.
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