L’assistenza esterna è ridotta al minimo, con due educatrici che arrivano soltanto per circa dieci ore alla settimana per seguire le attività domestiche delle tre donne e l’andamento della loro convivenza, fatta anche di litigi e qualche discussione. Per il resto le tre donne, in compagnia della loro gatta, lavorano, fanno la spesa, cucinano, curano la casa. E innanzitutto frequentano le persone del vicinato, quelle che considerano la loro vera forma di protezione. L’esperienza, unica in Italia, è stata resa possibile grazie alla Fondazione Dopo di Noi, specializzata proprio in progetti abitativi per persone disabili.
La foto di copertina è tratta dalla pagina Facebook Fondazione Dopo di Noi Bologna onlus.
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