Traffico illegale di animali esotici: l’Italia è un mercato-chiave

Un hub con due possibili sbocchi: transito e mercato finale. In DNA è la chiave per individuare gli animali e i trafficanti.

animali selvatici
Il World Wildlife Crime Report 2024 dell’UNODC, l’ Ufficio delle Nazioni Unite per il controllo della droga e la prevenzione del crimine, documenta che tra il 2015 e il 2021 sono stati sequestrati a livello mondiale circa 13 milioni di esemplari appartenenti a oltre 4.000 specie in 162 Paesi, evidenziando come l’Italia sia uno dei Paesi europei coinvolti soprattutto come area di transito e di mercato finale.E ciò nonostante una legge molto rigorosa che vieta la detenzione di una serie di animali esotici.
Soltanto in Europa questo mercato clandestino vale qualcosa come cento miliardi di euro all’anno. Il rilevamento è contenuto in un dossier di Traffic, il programma congiunto di Wwf e Iucn per monitorare i traffici illegali di specie selvatiche. L’aumento annuo è vicino al 10 per cento, e con questi numeri il commercio banditesco di animali e piante può essere assimilato ad altre attività criminali, come il commercio di droga, di armi e di esseri umani.
Il commercio illegale di animali esotici, comprese tartarughe e gibboni, ha il suo epicentro nell’India, grazie ai buchi della legge, alla corruzione che copre questa attività e alla filiera che mette in moto. Soltanto tra il 2012 e il 2020 si sono registrati 70 mila casi di animali appartenenti a specie a rischio estinzione sequestrati in 18 aeroporti indiani. Secondo un rapporto di Traffic India, il gruppo più numeroso di animali al centro del traffico illegale sono i rettili (46 per cento), seguiti dai mammiferi (18 per cento) e dalle specie marine (10 per cento).
Il traffico illegale di animali esotici e selvatici dall’India funziona come un’industria ad alta produttività. Gli aeroporti indiani, complessivamente, rappresentano un grande hub dove arrivano e transitano preziose specie, anche in via di estinzione, dal Brasile, dalla Malesia, dall’Australia, dalla Nuova Zelanda e dal Sud Africa, dalla Thailandia. Arrivati in India, gli animali hanno due destinazioni. O vengono uccisi per poi lavorare alcune parti e venderle, oppure  finiscono nel paese di arrivo, compresa l’Italia, dove entrano nel circuito nel mercato nero. La legge in India è molto permissiva nei confronti del traffico illegale di animali esotici e selvatici: in pratica non ci sono vere e proprie pene.

Che cosa viene più richiesto

Che cosa richiedono di più i clienti di questo terribile giro d’affari che distrugge natura e biodiversità? Il collezionismo punta su:

  • corna
  • oggetti ornamentali (non solo in avorio)
  • pelli (per vestiti)
  • pellicce

Per esempio, più di 20mila elefanti vengono uccisi ogni anno per alimentare il commercio delle zanne. Quasi tre rinoceronti al giorno sono sterminati in Sudafrica per il corno. Oltre cento tigri, ogni anno finiscono nel mercato nero in Asia. Con un singolare e triste primato dell’Italia: siamo il primo paese al mondo per esportazioni illegali di tigri verso la Cina. I potenti milionari cinesi amano avere la compagnia delle tigri, e per aggirare i controlli nel continente asiatico, le fanno passare dall’Italia.

L’animale più trafficato al mondo è il pangolino

In questo giro vorticoso di bande di contrabbandieri e bracconieri, l’animale selvatico più trafficato al mondo è il pangolino, un pacifico mammifero che ha il solo torto di possedere diversi elementi da farne una specie molto ricercata e ben pagata. Quali?

  • Innanzitutto, le squame: servono a proteggere l’animale, ma in commercio (illegale) valgono centinaia di dollari al chilo, e sono considerate più preziose dell’avorio degli elefanti e delle orna dei rinoceronti. Sono molto richieste dall’industria dell’abbigliamento di lusso, per accessori da fascia alta.
  • In secondo luogo, la forte domanda di pagolini è legata al loro uso nella medicina orientale. In particolare un intero settore della medicina cinese considera alcune sostanze contenute nei pagolini come utilissime per curare l’anoressia e le infezioni cutanee e per superare i problemi di fertilità. Inutile dire che, in questo caso, siamo nella stretta terra di confine tra la scienza e la superstizione.
  • Infine, la cucina: la carne di pangolino appare come merce rara sulle tavole dei ricchi cinesi, vietnamiti e sudafricani. Nonostante che il suo commercio sia ufficialmente vietato dal 2017.

Animali più trafficati in Italia

In Italia  le autorità intercettano più spesso questi animali:

  • tartarughe protette
  • pappagalli
  • rettili (serpenti e lucertole)
  • uccelli da richiamo e rapaci
  • anguille europee destinate all’esportazione illegale

Importanza del DNA nella lotta contro il traffico di animali esotici

Negli ultimi anni la genetica forense è diventata una risorsa fondamentale per le indagini, perché permette di ottenere prove molto difficili da contestare.

In particolare, l’analisi del DNA consente di:

  • identificare con precisione la specie, anche quando l’animale è morto o ne rimangono solo parti (scaglie di pangolino, avorio, piume, pelle, carne, uova);
  • distinguere specie molto simili, che a occhio possono essere quasi indistinguibili;
  • stabilire l’origine geografica di alcuni esemplari confrontando il DNA con banche dati genetiche;
  • verificare se un animale è nato in cattività o proviene dalla natura, nei casi in cui siano disponibili dati genetici dei riproduttori;
  • collegare diversi sequestri e ricostruire le reti criminali.

Ad esempio, nel caso del pangolino, le analisi genetiche delle scaglie permettono spesso di capire da quale popolazione africana o asiatica provengano, aiutando gli investigatori a ricostruire le rotte del traffico.

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