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Che cosa viene più richiesto
Che cosa richiedono di più i clienti di questo terribile giro d’affari che distrugge natura e biodiversità? Il collezionismo punta su:
- corna
- oggetti ornamentali (non solo in avorio)
- pelli (per vestiti)
- pellicce
Per esempio, più di 20mila elefanti vengono uccisi ogni anno per alimentare il commercio delle zanne. Quasi tre rinoceronti al giorno sono sterminati in Sudafrica per il corno. Oltre cento tigri, ogni anno finiscono nel mercato nero in Asia. Con un singolare e triste primato dell’Italia: siamo il primo paese al mondo per esportazioni illegali di tigri verso la Cina. I potenti milionari cinesi amano avere la compagnia delle tigri, e per aggirare i controlli nel continente asiatico, le fanno passare dall’Italia.
L’animale più trafficato al mondo è il pangolino
In questo giro vorticoso di bande di contrabbandieri e bracconieri, l’animale selvatico più trafficato al mondo è il pangolino, un pacifico mammifero che ha il solo torto di possedere diversi elementi da farne una specie molto ricercata e ben pagata. Quali?
- Innanzitutto, le squame: servono a proteggere l’animale, ma in commercio (illegale) valgono centinaia di dollari al chilo, e sono considerate più preziose dell’avorio degli elefanti e delle orna dei rinoceronti. Sono molto richieste dall’industria dell’abbigliamento di lusso, per accessori da fascia alta.
- In secondo luogo, la forte domanda di pagolini è legata al loro uso nella medicina orientale. In particolare un intero settore della medicina cinese considera alcune sostanze contenute nei pagolini come utilissime per curare l’anoressia e le infezioni cutanee e per superare i problemi di fertilità. Inutile dire che, in questo caso, siamo nella stretta terra di confine tra la scienza e la superstizione.
- Infine, la cucina: la carne di pangolino appare come merce rara sulle tavole dei ricchi cinesi, vietnamiti e sudafricani. Nonostante che il suo commercio sia ufficialmente vietato dal 2017.
Animali più trafficati in Italia
In Italia le autorità intercettano più spesso questi animali:
- tartarughe protette
- pappagalli
- rettili (serpenti e lucertole)
- uccelli da richiamo e rapaci
- anguille europee destinate all’esportazione illegale
Importanza del DNA nella lotta contro il traffico di animali esotici
Negli ultimi anni la genetica forense è diventata una risorsa fondamentale per le indagini, perché permette di ottenere prove molto difficili da contestare.
In particolare, l’analisi del DNA consente di:
- identificare con precisione la specie, anche quando l’animale è morto o ne rimangono solo parti (scaglie di pangolino, avorio, piume, pelle, carne, uova);
- distinguere specie molto simili, che a occhio possono essere quasi indistinguibili;
- stabilire l’origine geografica di alcuni esemplari confrontando il DNA con banche dati genetiche;
- verificare se un animale è nato in cattività o proviene dalla natura, nei casi in cui siano disponibili dati genetici dei riproduttori;
- collegare diversi sequestri e ricostruire le reti criminali.
Ad esempio, nel caso del pangolino, le analisi genetiche delle scaglie permettono spesso di capire da quale popolazione africana o asiatica provengano, aiutando gli investigatori a ricostruire le rotte del traffico.
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