Super El Niño: il peggio è previsto tra l’autunno del 2026 e gli inizi del 2027

Aumentano piogge, alluvioni e uragani. Qual è il rischio per l'Italia.

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La torrida estate del 2026 è da considerarsi soltanto come un assaggio. Il Super El Niño, uno dei principali responsabili di temperature tropicali diffuse ovunque, intensificherà la sua azione. Questa previsione, secondo NOAA, ha una probabilità del 97% di verificarsi tra l’autunno del 2026 e gli inizi del 2027.

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Temperature

  • A livello globale tende a favorire temperature più elevate.
  • Può contribuire a nuovi record di temperatura, soprattutto perché si somma al riscaldamento climatico di fondo.
  • Gli effetti più evidenti di El Niño arrivano generalmente durante l’inverno dell’emisfero nord. 

Piogge e alluvioni

  • Perù, Ecuador e parte del Cile possono ricevere precipitazioni eccezionalmente abbondanti, con rischio di alluvioni e frane.
  • Gli Stati Uniti meridionali e la California tendono a essere più piovosi.
  • Al contrario, Australia, Indonesia e alcune zone dell’Asia meridionale possono andare incontro a siccità e incendi. 

Uragani

  • El Niño tende a ridurre l’attività degli uragani nell’Atlantico attraverso un aumento del wind shear.
  • Al contrario, può favorire l’attività ciclonica nel Pacifico centrale e orientale. 

Oceani e pesca

  • Le acque insolitamente calde del Pacifico orientale riducono il normale apporto di acque fredde e ricche di nutrienti.
  • Questo può provocare forti cambiamenti nella distribuzione dei pesci e danneggiare la pesca lungo le coste del Sud America. 

Quanto all’Italia, la situazione è più complessa. El Niño non produce un effetto diretto e uniforme sull’Italia: modifica la circolazione atmosferica globale e può quindi influenzare indirettamente la posizione e la forza delle perturbazioni europee. Gli effetti europei sono generalmente più evidenti in inverno. 

l meccanismo, molto semplificato, è questo: El Niño produce un enorme cambiamento della convezione nel Pacifico tropicale , con onde atmosferiche planetarie, e una modifica della corrente a getto: da qui un cambiamento delle configurazioni di alta/bassa pressione sull’Atlantico e sull’Europa.

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