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Sprechi pubblici / Dopo 50 anni apre il carcere di Gela

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Dopo due inaugurazioni andate a vuoto questa pare sia la volta buona. Ad oltre 50 anni dalla progettazione apre finalmente il carcere di Gela che ha avuto una gestazione a dir poco travagliata. L’inaugurazione di questa mattina è stata volutamente in sordina. Niente parata di big e ministri come per le due precedenti inaugurazione nel 2007 e nel 2010. In compenso sono già arrivate le prime guardie carcerarie, segno che questa volta si fa sul serio. E da martedì ci saranno anche i primi cinque detenuti che entro Natale dovrebbero essere oltre 40. A regime il carcere, che dispone di 48 celle, dovrebbe ospitare un centinaio di reclusi per reati non particolarmente gravi.

UNA LOTTA LUNGA E DURA – «E’ stata una lotta lunga e dura – ha commentato Mimmo Nicotra, vicesegretario nazionale dell’Osapp, il sindacato delle guardie carcerarie- ma questa volta, col contributo di tutti, si può veramente dire che ci siamo buttati alle spalle la tormentata storia di questa struttura». Il carcere, che sorge nel quartiere “Balate” a circa due chilometri dal centro di Gela, fu progettato nel lontano 1959 anche se i lavori iniziarono solo nel 1982. Dopo anni di ritardi e rinvii venne inaugurato una prima volta nel 2007 con una cerimonia in pompa magna alla presenza dell’allora ministro alla Giustizia Clemente Mastella. Ma fu una falsa partenza: nella struttura mancavano ancora molte parti essenziali come le cucine.

IL SECONDO TENTATIVO (FALLITO) – Quindi il secondo tentativo nel 2010, ancora una volta con tanto di inaugurazione solenne. Anche questa volta nulla di fatto. Motivo? Il mancato collegamento alla rete idrica. Accusa sempre respinta dagli amministratori comunali di Gela che puntarono invece il dito contro il Dap, il dipartimento per l’amministrazione penitenziaria, che non avrebbe provveduto a mettere a disposizione il personale. Intanto la struttura ha rischiato di andare in malora ed ha avuto bisogno di nuovi interventi di restauro e manutenzione. Ma almeno non è rimasta una delle tante incompiute siciliane.