In Friuli i fondi del caffè diventano fertilizzanti

Un'azienda friulana di macchine del caffè ha scoperto, con un sistema da economia circolare, come trasformare le cialde usate in pellet. E alimenta le caldaie

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Un rifiuto che diventa risorsa, uno spreco in meno e un prodotto in più: con questo tipico schema di economia circolare, in Friuli Venezia Giulia dai fondi del caffè si ricava un pregiato fertilizzante naturale. 

La società C.D.A. di Cattelan S.r.l., conosciuta semplicemente come CDA, nasce nel 1976 a Talmassons (provincia di Udine) come impresa familiare specializzata nella fornitura e gestione di distributori automatici per bevande e alimenti.

Come spesso accade nel vending, i distributori automatici producono grandi quantità di fondi di caffè esausti. Per CDA, questi non sono mai stati semplici rifiuti da smaltire, ma un’opportunità: attraverso un progetto di ricerca con l’Università degli Studi di Udine e lo spin‑off scientifico Blucomb, l’azienda ha analizzato le proprietà di questi fondi, con la consulenza del Dipartimento di Scienze agrarie e Ambientali dell’Università di Udine,  scoprendo che:

  • i fondi di caffè possono essere trasformati in pellet ad alto potere calorifico (con resa energetica superiore a quella del pellet di legno), utile come biomassa per riscaldamento o altri impieghi;
  • i residui organici possono essere compostati o utilizzati come fertilizzanti naturali del suolo, sfruttando i nutrienti ancora presenti;
  • si possono anche generare substrati per coltivazioni (ad esempio funghi) attraverso processi biologici controllati

Le potenzialità del progetto sono enormi, in quanto una stima  riportata da varie fonti indica che in Italia si producono  circa tra le

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