Più alberi e meno asfalto, innanzitutto nelle aree urbane: qualche volta sono i paesi africani che propongono format, anche per le aree urbane, molto appropriati per affrontare di petto la crisi climatica. Soluzioni che potrebbero essere adottate anche in Occidente.
E questo è il caso di Freetown, capitale della Sierra Leona, paese poverissimo, ma che in questo caso si è dimostrato all’avanguardia anche rispetto a nazioni più ricche, dove dal 2020 l è partito il programma #FreetownTheTreeTown. L’obiettivo iniziale era piantare un milione di alberi e aumentare del 50% la copertura vegetale rispetto al 2018, diminuendo le superfici in asfalto.
Il traguardo è stato raggiunto già nel 2023 (con 977.000 alberi) e nel 2026 è stato superato il tetto di 1 milione e 200mila alberi, tanto che adesso il prossimo target è fissato a 5 milioni di alberi entro il 2030, con una particolare attenzione per le piantagioni di mangrovie.
Allo stesso tempo sono stati eliminati chilometri quadrati di asfalto.
Il programma è andato a buon fine grazie a una serie di elementi decisivi messi in campo dall’amministrazione locale, dal governo e dai cittadini:
- Hanno piantato su larga scala, non solo nei parchi: pendii, bacini idrografici, zone costiere e mangrovie, ma anche quartieri, bordi delle strade e spazi pubblici.
- Hanno coinvolto direttamente gli abitanti. Persone e organizzazioni locali si occupano degli alberi e vengono incentivate a mantenerli vivi. Questo è fondamentale perché piantare un albero è facile; farlo sopravvivere per anni è molto più difficile.
- Hanno geolocalizzato e monitorato gli alberi digitalmente. Ogni albero viene registrato e controllato nel tempo. Nel 2023 erano arrivati a circa 977.000 alberi con un tasso di sopravvivenza dell’82%.
- Hanno trovato finanziamenti esterni attraverso World Bank, Bloomberg Philanthropies e altri partner, e stanno cercando di finanziare ulteriormente la riforestazione anche attraverso i mercati del carbonio.
- La riforestazione è diventata anche un programma di lavoro: giovani e donne delle comunità vengono pagati per piantare, curare e monitorare gli alberi. Nel 2024 erano coinvolte 1.750 persone in una fase di formazione.
Un altro aspetto molto innovativo del progetto è di finanziarlo con il sistema dei crediti di carbonio. Ogni albero viene geolocalizzato, fotografato e associato a un’identità digitale attraverso il Tree Tracker. Il sistema verifica poi crescita e sopravvivenza. Il progetto parla esplicitamente di tokenizzazione degli alberi: ai singoli alberi vengono assegnati token digitali che possono essere collegati a contratti di compensazione del carbonio.Un credito normalmente rappresenta 1 tonnellata di CO₂ equivalente effettivamente sequestrata o evitata secondo una metodologia verificata. L’idea di Freetown è vendere questi crediti sul mercato internazionale a aziende e investitori istituzionali interessati a compensare parte delle proprie emissioni, e con il ricavato proseguire il programma #FreetownTheTreeTown.
Fonte immagine: Freetown The Treetown/Facebook
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