Come funziona il depaving in Italia

Meno asfalto e più verde, con un ritorno del suolo alla sua funzione naturale. I progetti realizzati o in corso a Milano, Roma, Bologna, Firenze e Monza

depaving
Il depaving (o depavimentazione) non significa soltanto “togliere cemento”, e magari fare più spazio agli alberi, ma in realtà si tratta di una vera e propria strategia urbana, che in qualche modo modifica, in direzione sostenibile, il quadro architettonico, funzionale e urbanistico dei luoghi. Così si rimuovono superfici impermeabili (asfalto, cemento, autobloccanti sigillati) per restituire il suolo alla sua funzione naturale, e questo può avvenire in qualsiasi spazio pubblico, dalle strade ai parcheggi, dalle piazze ai marciapiedi, dai cortili delle scuole a quelli degli ospedali: il depaving è una risposta efficace ai fenomeni sempre più frequenti nelle città, come le ondate di calore, gli allagamenti, gli uragani, legati a un’eccessiva impermeabilizzazione del suolo e alla crisi climatica.

Come funziona

La scelta del depaving determina, per sua natura, una forma di rigenerazione urbana, e per essere realizzata con efficacia, ha bisogno di passaggi molto puntuali. E precisamente

 Analisi dell’area

Si valuta:

  • che tipo di pavimentazione c’è
  • cosa c’è sotto (terreno, sottofondi, reti)
  • pendenze e deflusso dell’acqua
  • usi futuri dello spazio

depaving 2

Rimozione della pavimentazione

  • Asfalto o calcestruzzo vengono demoliti e rimossi.
  • Spesso si recuperano e riciclano i materiali inerti.

Rimozione o alleggerimento del sottofondo

Qui sta il punto chiave: sotto l’asfalto c’è quasi sempre uno strato molto compatto (ghiaie, stabilizzati) che impedisce l’infiltrazione.

Viene:

  • rimosso in parte, oppure
  • decompattato e sostituito con strati più permeabili

Ripristino del suolo vivo

Si ricostruisce il profilo del terreno:

    • terra vegetale
    • materiali drenanti
    • eventuali ammendanti organici
    • L’obiettivo è far tornare il suolo poroso e biologicamente attivo.

Nuovo uso dello spazio

Il nuovo uso dello spazio, deciso già in fase progettuale, può essere:
  • verde urbano, alberi, rain garden
  • superfici permeabili
  • orti, spazi pubblici, cortili scolastici
  • A volte si lascia anche una parte “ibrida” (per camminamenti permeabili).

Il depaving consente l’alleggerimento dei sistemi fognari, e quindi riduce il rischio degli allagamenti, diventati molto frequenti nelle aree urbane, abbassa le temperature urbane, ricostruisce la biodiversità sul territorio, migliora la qualità del suolo, rende gli spazi più belli e più vivibili.

Depaving in Italia

Anche in Italia, con tempi ancora troppo lenti, il depaving si sta facendo largo. Ecco alcuni esempi significativi:
  • L’amministrazione comunale di Milano ha avviato (o progettato) diverse depavimentazioni di strade e spazi pubblici per creare aree permeabili e verdi, parte del suo “Piano Aria e Clima”. Esempi includono interventi su via Toce, piazza Imperatore Tito e viale Giovanni da Cermenate, per circa 6.000 metri quadrati di superficie interessata. Altri interventi sono stati fatti con con riduzioni di asfalto e aumento di superfici drenanti in varie vie e quartieri (QT8, via Quarenghi, via Guido da Velate, e altri tratti), con piantumazioni, marciapiedi ampliati e spazi più sicuri per pedoni e biciclette. Anche in  viale Suzzani è stato portato a termine un intervento di depaving, restituendo quasi 1.000 metri quadrati di superficie verde.
  • A Roma,  Piazzale Clodio, sono iniziati lavori di depavimentazione su alcune aree spartitraffico: circa 2.300 metri quadrati di asfalto verranno rimossi e sostituiti con prato, pavimentazione drenante, porfido, 22 nuovi alberi e 60 piante, oltre a panchine e lampioni per migliorare la qualità degli spazi pubblici.
  • Il comune di Monza ha approvato cinque progetti di depavimentazione in varie vie (via Molise, via Libertà, via Lucania, via Borgazzi, ecc.), con l’obiettivo di eliminare asfalto inutilizzato e sostituirlo con aree verdi, come parte di un piano di rigenerazione e decoro urbano.
  • Il comune di Firenze ha un piano di depaving molto ambizioso. Circa  8 000 metri quadrati di superfici impermeabili sono già stati depavimentati in giardini comunali, scuole (Istituto Gramsci all’Isolotto), strade (Via Novelli)  e piazze (Piazza Cavalieri di Vittorio Veneto). Il comune ha anche previsto la depavimentazione di un parcheggio in via Vasco de Gama  (per una superficie di circa 550 metri quadrati), con l’asfalto rimosso e sostituito da superficie drenante e nuovi alberi; e in via Petrocchi, dove circa 300 metri quadrati di asfalto verranno tolti e verranno inserite nuove alberature.
  • A Bologna, nell’ambito del piano “Città Verde”,  l’amministrazione comunale ha previsto che oltre 100 000 metri quadrati di superfici urbane saranno sottoposte a rimozione di asfalto e cemento per restituirle alla natura o trasformarle in aree verdi e permeabili;

Città spugna

L’obiettivo del depaving è di avvicinare le aree urbane a un modello di “città spugna” (in inglese sponge city), progettata per assorbire, trattenere e riutilizzare l’acqua piovana, invece di respingerla con asfalto e cemento come fanno le città tradizionali.
Proprio come una spugna la città:
  • assorbe l’acqua quando piove
  • la trattiene nel terreno o nel verde
  • la rilascia lentamente (per evaporazione, irrigazione, falde)

In questo modo la città è più protetta durante le piogge torrenziali e le alluvioni e gli allagamenti, ma è anche più bella e vivibile.

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