Così a Roma le pompe dismesse diventano discariche a cielo aperto

Nessuna bonifica dei terreni contaminati dai carburanti. E mini-depositi di qualsiasi masserizia

pexels harrison haines 2869635 scaled
Tra i tanti primati insostenibili di Roma c’è anche quello delle pompe di benzina dismesse ridotte ad autentiche bombe ecologiche. Da diversi anni le pompe chiudono, specie nelle zone centrali ma restano i principali fattori di inquinamento, a partire dai serbatoi sotterranei e dai terreni contaminati dai carburanti. E a questo si aggiunge una sorta di trasformazione de facto del suolo liberato che diventa una mini-discarica a cielo aperto.

Molti distributori chiudono perché non più redditizi, soprattutto quelli piccoli o inseriti in aree ormai congestionate. Una volta dismessi, i terreni restano inutilizzati per anni. I distributori hanno serbatoi interrati e possibile contaminazione da carburanti, e prima di qualsiasi riuso utile e non inquinante serve una bonifica ambientale, che può costare molto e richiedere tempi lunghi. Finché non viene fatta, l’area resta bloccata.Una volta abbandonate, queste aree che generalmente hanno piazzali aperti e accesso diretto sulla strada, diventano punti facili dove abbandonare:

  • mobili,
  • elettrodomestici,
  • calcinacci,
  • materassi
  • rifiuti ingombranti.
Il risultato è sprecare la disponibilità di un’area che potrebbe diventare di pubblica utilità (un giardino, un piccolo parco giochi per bambini, etc..) e aggiungere al paesaggio romano, già carico di immondizia e rifiuti abbandonati ovunque, anche lo scempio delle pompe di benzina dismesse ridotte a mini-discariche a cielo aperto. 

Leggi anche:

Vuoi conoscere una selezione delle nostre notizie?