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Pompe di benzina dismesse, così le riducono in discariche

Soltanto a Roma se ne contano una quindicina. Si accumulano rifiuti, detriti, e scarti di ogni genere. Intanto si scopre che gli inquilini del comune di Roma per l’area di una pompa pagano 150 euro al mese

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POMPE DI BENZINA DISMESSE –

Avete mai dato uno sguardo a una pompa di benzina dismessa? E’ una discarica a cielo aperto, dove si accumulano rifiuti e detriti, con pesanti danni ambientali. Di solito funziona così: il gestore, o proprietario, abbandona l’impianto e nessuno si cura di bonificare l’area  e restituirla ai cittadini.

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DISCARICHE A ROMA –

Soltanto a Roma se ne contano ben 15 di pompe ridotte a discariche. E sono sparse in tutti i quartieri della città. Abbiamo provato a capire a chi tocchi la responsabilità del ripristino del suolo, ma ci siamo infilati nel tunnel dello scaricabarile.

La Federazione dei distributori di benzina che fa capo alla Confcommercio, dice che si tratta di un onere a carico della società petrolifera, a meno che il benzinaio-gestore non sia anche proprietario dell’impianto. Ma in ogni caso, se la compagnia non fa nulla, tocca al municipio intervenire per rimuovere le strutture e bonificare il sottosuolo. Per poi rivalersi sul proprietario dell’impianto. Ma anche in questo caso, nessuno muove un dito.

Intanto nell’Affittopoli romana  si è scoperto che alcuni benzinai pagano al comune, in zone di pregio come Corso Francia, appena 150 euro al mese per la locazione dell’area. Un doppio scandalo, e un doppio spreco. Mentre l’Italia è sotto multa da
parte dell’Unione europea perché non si decide a chiudere le sue discariche, ne abbiamo inventate altre: quelle nate da una ex pompa di benzina.

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