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Le nuove cassette del pesce con il Polypla diventano biodegradabili

L’industria ittica potrebbe essere a una svolta in materia di sostenibilità: addio agli inquinanti imballaggi in polistirolo e largo al nuovo materiale. Con una nuova filosofia da economia circolare: pesca, conserva e riusa.

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CASSETTE BIODEGRADABILI IN POLYPLA –

Avete mai dato uno sguardo attento a una pescheria a fine giornata? Un tappeto di cassette, tutte vuote, di polistirolo, ovviamente inquinante, che finiscono dappertutto. Tra i rifiuti organici, nelle discariche, e perfino nei posti vicino al mare, come le spiagge o gli stabilimenti balneari. Siamo in presenza quindi di materiale ad alto potenziale di danni, anche sulla filiera dell’industria turistica.

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CASSETTE DEL PESCE BIODEGRADABILI IN POLYPLA –

La novità è l’arrivo sul mercato, dalla distribuzione fino al punto vendita, di un nuovo materiale per lo stoccaggio e il trasporto del pesce: il Polypla. Si tratta di un materiale brevettato dalla holding olandese Synbra, ma prodotto in buona parte anche in Italia, assolutamente biodegradabile. Che può essere conservato, riciclato, riutilizzato. Oppure smaltito correttamente nei vari contenitori destinati ai rifiuti organici.

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POLYPLA ED ECONOMIA CIRCOLARE –

Dunque, con il Polypla l’intero settore ittico potrebbe entrare nell’universo della nuova economia circolare, alternativa al modello di sviluppo incentrato sull’usa e getta. E cioè: pesca, conserva, riusa. E i vantaggi sarebbero anche per i consumatori: quelle cassette di polistirolo, e il loro complesso smaltimento, costano, e il prezzo lo paghiamo al momento della spesa. Quando un chilo di pesce ci sembra davvero molto caro.

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