Il brindisi non va sprecato. Si tratta di un’occasione di calore umano, un rito con molti simboli: fortuna, salute, un’alleanza tra soci o tra amici, una festa da ricordare. Ma perché si brinda toccando i bicchieri?
Nell’antichità, soprattutto nel mondo greco e romano e poi nel Medioevo, condividere una bevanda non era sempre sicuro: il timore di avvelenamenti tra commensali o tra nobili era reale. Si pensa che far “scontrare” i bicchieri servisse a far sì che una piccola parte del liquido passasse da un bicchiere all’altro. In questo modo, se qualcuno avesse voluto avvelenare l’altro, anche lui avrebbe rischiato di berlo. Quindi era un gesto di fiducia, più che di galateo.
In altre tradizioni, invece, il brindisi toccando i bicchieri era legato agli effetti benigni del suono: il tintinnio serviva ad allontanare gli spiriti maligni e in questo modo si proteggevano i commensali.
Ma come si brinda oggi? le modalità variano da paese a paese, in Italia si usa fare così:
- si alzano i bicchieri insieme agli altri
- si mantiene il contatto visivo (è considerato segno di rispetto e buona educazione)
- si tocca leggermente il bicchiere degli altri, senza “scontrarlo” con forza
- si pronuncia una formula come “Salute!”, “Cin cin!” o “Alla salute”.
Alcune piccole varianti moderne possono essere queste:
- in contesti informali si può anche solo alzare il bicchiere senza toccarlo
- con grandi gruppi spesso si brinda “nell’aria” per praticità
- nei contesti internazionali si usa spesso “Cheers!” o equivalenti locali
- è sempre più comune brindare anche con bevande analcoliche.
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