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Perche’ e’ giusto spegnere le luci in citta’

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Meno luci in città, e lampioni spenti laddove non serve tenerli accesi. Il governo Monti stringe la cinghia anche nel settore energetico e, con questa decisione, ci riporta al clima delle domeniche a piedi, anni Settanta, per risparmiare carburante durante il primo, grande shock petrolifero. Dobbiamo risparmiare e siamo in crisi, e anche la bolletta delle luci in città deve essere tagliata: questo è il messaggio che arriva da palazzo Chigi. In realtà la decisione del governo va misurata con diversi parametri e non solo in funzione di una politica restrittiva su tutte le voci della spesa pubblica. In primo luogo c’è l’obiettivo di ridurre gli sprechi che in questo settore sono enormi. I numeri parlano. L’illuminazione pubblica in Italia costa 1 miliardo di euro l’anno, pari a 18,7 euro a cittadino. Il doppio di quanto spendono i tedeschi. Il consumo medio pro-capite di luci pubbliche in Europa è pari a 51 chilowattora, ma in Germania la cifra scende a 42 mentre in Italia schizza a 101. Conclusione: sprechiamo energia elettrica pubblica che poi paghiamo con le tasse versate alle amministrazioni centrali e locali. Quando parlo nelle scuole, in pieno giorno, faccio sempre la stessa domanda ai presidi: perché avete tutte le luci accese? “Gli impianti sono vecchi e non abbiamo i soldi per ammodernarli” mi rispondono.

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E qui veniamo al secondo aspetto del provvedimento del governo che, non a caso parla di “risparmio, razionalizzazione e ammodernamento delle fonti di illuminazione in ambienti pubblici”. Che cosa significa? Semplicemente che dopo i tagli, se il governo manterrà la parola, arriveranno gli investimenti. E non saranno pochi perché ovunque ci sono spazi per interventi pubblici mirati all’efficienza energetica anche grazie alle nuove tecnologie. Non c’è grande metropoli del mondo occidentale, dall’America all’Europa, dove non si stia procedendo alla sostituzione dei lampioni e degli impianti, sfruttando al massimo i prodotti più avanzati e garantendo, come bene essenziale, un alto livello di sicurezza dei cittadini. Perché spegnere le luci, o ridurle, non deve significare città meno sicure. L’illuminazione pubblica è un classico esempio di come la lotta agli sprechi significhi risparmi ma, contestualmente, nuove e più efficaci spese. E dunque lavoro, forniture, committenza per aziende e artigiani. Crescita economica, insomma. L’efficienza energetica, che l’Unione europea ha recentemente imposto di tradurre in una legge nazionale in tutti i paesi soci, è una straordinaria opportunità per migliorare stili di vita, condizioni ambientali, dispositivi e impianti. E per modernizzare le città, rendendole sempre più smart, intelligenti.

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