Perché aumentano le tempeste a supercella

Un altro effetto della crisi climatica: tempeste più lunghe e più intense, che possono spostarsi per lunghe distanze

tempeste a supercella
Le tempeste a supercella sono i temporali più organizzati e violenti che esistano. In pratica, si tratta di un  temporale isolato e rotante alimentato da un mesociclone, ovvero una bassa pressione in rotazione che permette alla tempesta di autoalimentarsi per ore e generare grandine gigante, forti raffiche di vento e tornado. Tutto avviene quando una massa d’aria calda e umida incrocia una più fredda ad alta quota e il vento cambia direzione sulla base dell’altitudine.

Con la tempesta a supercella i tornado sono più lunghi e devastanti,  diventano  molto più intensi e strutturati e possono “autoalimentarsi” invece di spegnersi rapidamente: la struttura atmosferica che, oltre ai  tornado più devastanti, produce anche  downburst (forti raffiche di vento discendenti), piogge torrenziali e chicchi di grandine di dimensioni eccezionali.

L’aumento delle tempeste a supercella in Europa è collegato a una serie di fattori, che riguardano innanzitutto la crisi climatica.
In particolare:

Atmosfera più calda e più umida

  • Il riscaldamento globale aumenta la quantità di vapore acqueo che l’aria può contenere.
  • Più umidità significa più energia disponibile per i temporali, favorendo fenomeni violenti come grandine di grandi dimensioni, piogge torrenziali e forti raffiche di vento.

Maggiore instabilità atmosferica

  • Le supercelle richiedono aria calda e umida vicino al suolo e aria più fredda in quota.
  • L’aumento delle temperature superficiali può incrementare l’energia convettiva disponibile (CAPE), uno degli ingredienti fondamentali per i temporali severi.

Cambiamenti nella circolazione atmosferica

  • Alcuni studi suggeriscono che i cambiamenti nei pattern atmosferici possano favorire più spesso configurazioni adatte ai temporali organizzati in parti dell’Europa centrale e meridionale.
  • Tuttavia, il ruolo del cambiamento climatico sul “wind shear” (la variazione del vento con la quota), un altro ingrediente essenziale per le supercelle, è ancora oggetto di ricerca.

Le aree europee più esposte includono parti di Italia, Francia, Germania, Austria, Croazia e la regione della Pianura Padana, dove la combinazione di aria umida mediterranea e dinamiche alpine può favorire temporali molto intensi.Europa?

Uno studio del 2025, realizzato da un gruppo di ricercatori dell’ETH Zurich e dell’Università di Berna,  intitolato European supercell thunderstorms—A prevalent current threat and an increasing future hazard”, e pubblicato su Science Advances, arriva a queste conclusioni:

  • In Europa le supercelle non sono affatto rare: i ricercatori stimano oltre 700 supercelle per stagione convettiva sull’intero continente, molte più di quanto si pensasse in passato.
  • L’area con la maggiore frequenza attuale è quella delle Alpi Meridionali, inclusi settori dell’Italia settentrionale e dell’arco alpino.
  • In uno scenario di riscaldamento globale di circa +3 °C, il numero totale di supercelle in Europa aumenterebbe in media di circa 11%.
  • L’aumento però non sarebbe uniforme:
    • forti incrementi in Europa Centrale, Europa Orientale e nelle regioni alpine;
    • diminuzioni nella Spagna, nella penisola iberica e nel sud-ovest della Francia.

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