Può capitare: andate al ristorante e nel menù vi propongono anche uno spaghetto con i ricci freschi. Un amico vi invita in barca e vi offre ricci freschi con il limone, da mangiare con il cucchiaino. Bene: sappiate che si tratta di uno spreco enorme, in quanto la pesca dei ricci, in tutta Italia, in estate, è vietata.
I motivi sono noti, e riguardano la protezione della specie, a rischio sopravvivenza da tempo.

In estate (in molte aree del Mediterraneo, Italia inclusa) i ricci di mare:
- si riproducono
- rilasciano uova e spermatozoi in acqua
- hanno bisogno di restare indisturbati per garantire il rinnovo della popolazione
Se vengono pescati in questo periodo, si riduce drasticamente la capacità della specie di rigenerarsi.
E poiché, tra l’altro i ricci mangiano alghe e contribuiscono a mantenere in equilibrio gli habitat costieri, se diminuiscono troppo le alghe crescono eccessivamente e si altera l’ecosistema dei fondali.
In alcune regioni italiane la pesca del riccio di mare è vietata anche per periodi lunghi o per intere stagioni (non solo in estate), e in certi casi è stata proprio sospesa per più anni o a tempo indeterminato per motivi di tutela della specie.I casi più noti sono la Sardegna, la Puglia, la Campania, la Calabria e la Sicilia.
Per conoscere le specifiche situazioni, basta partire dai decreti specifici sulla pesca del riccio di mare pubblicati ogni anno da ciascuna regione. .
Basta cercare su Internet:
- “riccio di mare”
- “Paracentrotus lividus”
- “calendario pesca riccio”
- “decreto assessoriale pesca”.
Anche sui siti delle Capitanerie di Porto è possibile trovare tutte le notizie sui singoli divieti, regione per regione.
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