I gatti cadono “sempre in piedi” grazie a un fenomeno chiamato “riflesso di raddrizzamento”. Questo non è magia, ma un insieme di caratteristiche anatomiche e fisiologiche che permettono loro di girare il corpo durante una caduta.
Funziona così:![]()
- I gatti hanno la capacità di percepire rapidamente quale lato è rivolto verso il basso grazie all’orecchio interno, che controlla l’equilibrio.
- Appena iniziano a cadere, il gatto ruota la testa in direzione del suolo.
- Poi segue la colonna vertebrale, che si divide in due metà: anteriore e posteriore, permettendo al corpo di ruotare senza violare la conservazione del momento angolare.
- La colonna vertebrale estremamente flessibile dei gatti aiuta a ruotare il corpo rapidamente.
- Le ossa delle spalle non sono collegate direttamente alle ossa delle gambe anteriori, permettendo movimenti più liberi durante la rotazione.
- Le zampe si allungano verso il basso poco prima dell’impatto, aumentando la superficie di contatto e aiutando a ridurre l’urto.
- Le zampe funzionano come ammortizzatori naturali, dissipando l’energia della caduta.
In uno studio del 2026, pubblicato sulla rivista The Anatomical Record, un gruppo di ricercatori dell’Università di Yamaguchi (Giappone) ha analizzato la biomeccanica della colonna vertebrale dei gatti per capire come riescono a rigirarsi durante la caduta.In particolare, gli studiosi hanno scoperto che che la flessibilità differenziata e la sequenza di rotazioni aiutano i gatti a completare il movimento di raddrizzamento in aria, e la la parte toracica della spina dorsale è molto più flessibile di quella lombare, permettendo al corpo di ruotare in due fasi distinte mentre l’animale cade. La flessibilità differenziata e la sequenza di rotazioni aiutano i gatti a completare il movimento di raddrizzamento in aria.
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