Pedius, l’app che consente ai sordi di parlare al telefono

L'utente scrive ciò che vuole dire, e l'app converte il testo con una voce artificiale. Che legge la risposta dell'interlocutore.

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Lorenzo Di Ciaccio è un giovane romano laureato in Ingegneria Informatica: un giorno al telegiornale ascolta la storia di Gabriele Serpi, un ragazzo che rimasto bloccato per strada per ore, a causa di un guasto all’auto, perché non può effettuare una chiamata: è un non udente. Esperto in materia di audio grazie ai suoi studi, pieno di inventiva e pronto a creare un business che possa fare del bene, Lorenzo di Ciaccio fonda così Pedius,  l’applicazione per smartphone che permette alle persone sorde di telefonare e fare delle normali conversazioni.

Ma come funziona il servizio? Pedius usa un sistema di riconoscimento e sintesi vocale. Quando l’utente non udente chiama, scrive sul display come in una normale chat e il testo viene pronunciato da una voce artificiale. Quando l’interlocutore dall’altro capo del telefono parla, la sua risposta viene trasformata in testo sul display del dispositivo.

In pratica durante una telefonata Pedius fa da ponte tra testo e voce e funziona così:

  1. L’utente sceglie il numero da chiamare, dai contatti di cui dispone o digitandolo.
  2. Può scrivere ciò che vuole dire: Pedius lo converte in voce artificiale e la persona dall’altra parte lo ascolta.
  3. Quando l’altra persona parla, Pedius utilizza il riconoscimento vocale e trascrive quello che dice in tempo reale sullo schermo.
  4. L’utente può quindi continuare la conversazione alternando testo e voce.
Pedius è disponibile in 11 paesi del mondo, tra i quali l’Italia. L’app è scaricabile tramite Google Play Store per Android e App Store per iPhone/iPad e tutte le indicazioni le trovate su questo sito

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