A Osini, borgo in Sardegna, record di centenari

In questo piccolo borgo della Sardegna sono già 8, ma destinati ad aumentare. Dove nasce questo miracolo di longevità

960px Osini da Tricoli
Battistina Piras, 106 anni, è sempre attivissima, dalle prime ore del mattino: la sua giornata inizia stendendo i panni, e salutando chiunque passa sotto il suo balcone. Tziu Mario Lobina, 101 anni, uno degli eroi civili durante l’alluvione del 1951, ancora oggi è pronto a fare la sua parte in caso di forti piogge e problemi per la popolazione, intanto non rinuncia al suo espresso quotidiano presso il bar nella piazza centrale del paese. Vittorio Mura, 100 appena compiuti, la mattina è regolarmente nei campi a fare il suo lavoro di contadino.
Battistina, Mario e Vittorio, sono alcuni dei centenari di Osini, piccolo borgo nell’Ogliastra, in provincia di , in Sardegna, diventato ormai il comune record in Italia per numero di residenti che hanno superato il secolo di vita. Se si considerano i nati dopo il 1915, la media è di un centenario ogni 46 abitanti.

Il fenomeno è molto studiato dagli esperti, che hanno inserito alcune zone della sardegna, tra le quali Osini nella Blue Zone, un termine utilizzato per descrivere le aree con più centenari del previsto,

In uno di questi studi, pubblicato sulla rivista Nature, sono stati analizzati 11 marcatori genetici, associati alla longevità, e a  fattori legati allo stile di vita tradizionale, inclusi alimentazione e attività quotidiana.

In particolari per spiegare una densità di centenari così alta si sottolineano:

  • La dieta locale è spesso semplice, basata su prodotti locali, alta in vegetali, legumi, cereali integrali, latte e formaggi di pecora/capra, e consumata con moderazione.
  • Il lavoro quotidiano (agricoltura, camminare su terreni collinari), la vita attiva senza esercizi intensi ma con movimento costante, e il consumo di alimenti tradizionali favoriscono benessere e metabolismo efficiente.
  • Stile di vita attivo ma non stressante. 
  • Le abitudini alimentari tradizionali non solo forniscono nutrienti, ma mantengono anche legami sociali e culturali, riducendo lo stress e rafforzando il senso di comunità (fattori associati alla salute a lungo termine).

Altre località nel mondo, In Giappone, in Grecia e in Costa Rica fanno parte, per le loro caratteristiche, della Blu Zone ma con aspetti diversi,anche nell’alimentazione.  La longevità straordinaria in Sardegna  è collegata a una dieta ricca di pecora e capra, e alla vita attiva in montagna. In Giappone (la zona più longeva è quella di Okinawa) la lunga vita delle donne è abbinata a una dieta povera di calorie ma ricca di soia, a un forte senso di comunità e all’“ikigai”, una sorta di motivo profondo che dà senso alla vita e spinge a svegliarsi ogni giorno con una forte motivazione. Nella penisola di Nicoya, in Costa Rica, risultano determinanti, ai fini della longevità, una buona idratazione generale e un alto consumo di calcio, con un’alimentazione a base di mais e fagioli, abbinati a un’intensa vita rurale. A Ikaria, in Grecia, vincono la dieta mediterranea ricca di olio d’oliva, verdure e vino locale, lo stile di vita rilassato, e la siesta giornaliera.

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