Lavori che nessuno vuole fare | Non sprecare
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Gelatai e pasticcieri, lavori che nessuno vuole fare. E così in Italia vengono sprecati 600 posti sicuri

Una grande opportunità gettata alle ortiche. Stipendi troppo bassi. Orari di lavoro da 12 ore. Condizioni igieniche dei locali fatiscenti. E allora si rinuncia a un lavoro che non manca

Qualcosa che davvero non quadra nel mondo, anzi nell’universo, delle pasticcerie e delle gelaterie italiane. Soltanto queste ultime producono un volume d’affari ufficiale di 3 miliardi di euro l’anno, quelle classificate come artigianali sono 3mila e allo stesso tempo sono in campo 45 aziende made in Italy che producono ingredienti e semilavorati per i gelati.

LAVORI CHE NESSUNO VUOLE FARE

A fronte di tanta ricchezza, ecco lo spreco enorme, c’è però un buco nero: manca il personale. Non si trova. Secondo le ricerche della Fipe (Federazione italiana dei pubblici esercenti) e dell’Ente Aic, ci sono almeno 600 posti di lavoro, gelatai e pasticcieri, scoperti. Offerti e rifiutati. Una cifra enorme, che fotografa un vero e proprio corto circuito tra domanda e offerta in un settore che pure potrebbe dare una scossa importante a favore dell’occupazione. E invece getta alle ortiche questa opportunità.

MANCANZA DI PASTICCIERI IN ITALIA

Abbiamo fatto una ricerca su Internet, cercando le voce “Offerte di lavoro per gelatai” e “Offerte di lavoro per pasticcieri” e in effetti, a conferma dei dati di Confcommercio, c’è un diluvio di proposte, anche sui siti più accreditati in materia di collocamento attraverso il web: si cercano, e non si trovano, gelatai e pasticcieri in Veneto, in Lombardia, in Emilia-Romagna, nel Lazio. A Roma come in un lunghissimo elenco di medie e piccole città. E diverse offerte, incredibile ma vero, arrivano anche dalle regioni meridionali.

Certo: il lavoro di gelataio e di pasticciere richiede professionalità (lo sanno le grandi famiglie di pasticcieri della Sicilia, della Campania, di tutta l’Italia), passione e ci vuole la capacità, oltre che la possibilità, di lavorare con ingredienti di prima qualità. Poi c’è da dire che al primo gradino, magari lo stipendio non è molto alto e la prima proposta di un eventuale datore di lavoro sarà quasi sicuramente di un part-time. Ma, se permettete, meglio un lavoro di gelataio e di pasticciere rispetto a un part time in un call center, oppure rispetto al solito sussidio truccato e alle solite attese di un posto attraverso i nostri finti uffici di collocamento (grande spreco di denaro pubblico).

OFFERTE DI LAVORO PER PASTICCIERI E GELATAI

E poi c’è la possibilità di sognare in grande, come hanno fatto generazioni di italiani durante i decenni della nostra vera e autentica crescita economica, quando da un popolo di contadini analfabeti siamo diventati altro, innanzitutto piccoli artigiani e imprenditori. La storia recente più nota, ormai letteratura industriale e commerciale, in materia di gelatai di successo è quella di Guido Martinetti e Federico Grom che sono partiti da Torino nel 2003, con un investimento di 32mila euro ciascuno e con un prestito della famiglia di 60mila euro hanno creato un impero del gelato made in Italy venduto, purtroppo, per 40 milioni di euro.

Una storia vera, autentica, non un finto miracolo: come la storia di Christian Oddono, altro italiano, che ha lasciato alle spalle la sua carriera nel ricco circo della finanza ed è diventato il primo gelataio della City di Londra. O come la storia della gelateria made in Italy Amorino, diventata un luogo-simbolo dei piaceri parigini. Quando ci decideremo, in tutta Italia, a non sprecare queste risorse umane (i nostri giovani) e naturali (la qualità degli ingredienti di base dei gelati a partire dalla nostra frutta), per creare lavoro e sviluppo economico, cioè crescita, anche riempendo in modo completo il bacino occupazionale delle gelaterie e delle pasticcerie? Per il momento accontentiamoci di un vecchio titolo: Non è mai troppo tardi.

SETTORI DOVE SI TROVA ANCORA LAVORO

Piuttosto, al lamento dei pubblici esercenti, dovrebbe seguire anche una piccola domanda autocritica: «Come mai il posto di gelataio e pasticciere è diventato così poco attraente in Italia»? E qui vengono al pettine le condizioni di lavoro, spesso insostenibili. Stipendi da fame, orari da 12 ore, situazione igienica e ambientale dei locali fatiscente. Quanto basta per dire No, grazie. Come ha fatto Elisa Vesperini che, dopo avere lavorato per alcuni anni in una gelateria italiana 7 giorni su 7 per oltre 10 ore al giorno, è emigrata a Londra. Ed è diventata una gelataia di successo.

QUANDO IL LAVORO SI CREA:

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