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Antonio, 28 anni, una vita tra i campi di lenticchie: dopo il terremoto ne ha fatto un lavoro

Castelluccio di Norcia, circa 1500 metri sul livello del mare: il paese delle fioriture e delle lenticchie. Lì, Antonio Barcaroli ha deciso di lasciar stare pc e social per tornare alle fiere e al contatto con le persone. Portando avanti l'azienda agricola di famiglia, in attività da 100 anni

Il ricordo più bello dell’infanzia di Antonio tra i campi di Castelluccio di Norcia, il Tibet italiano, è legato alle vacche di suo nonno e una vespa bordeaux, a quando lo portava con sè nelle stalle e alla domanda “come si chiama quella mucca laggiù” tutte, per magia, si chiamavano “Stellina” . Da quel giorno quel ricordo non lo abbandona, e anche se le mucche non ci sono più, la sua vita scegliendo la terra è andata avanti, portando avanti 100 anni di storia e di tradizione.

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GIOVANI AGRICOLTORI UMBRI

Antonio Barcaroli, 28 anni fa, ha sulle spalle, per scelta e per vocazione, l’azienda agricola che fu di suo nonno, poi di suo padre, fondatore della Cooperativa della Lenticchia di Castelluccio di Norcia, presidio IGP ed eccellenza della cucina italiana. Alla playstation e alle console, ai pc e ai social ha sempre preferito una passeggiata sul piano o nei boschi per cercare funghi. Aiutare nei campi prima di andare a scuola o dopo i compiti era la normalità, lo scorrere rassicurante di tradizioni antiche e sapienti, ma la passione ha fatto il resto: Antonio, che di social ne usa pochissimi e preferisce il contatto con il pubblico, ha deciso, in un mondo che spinge tutti e tutte alla virtualità e alla ricerca di una scrivania, di fare una scelta controtendenza: oggi si sveglia ogni giorno per aprire la sua bancarella di prodotti tipici. Di altissima qualità, come tiene a precisare. Tutti italiani, assaggiati e provati personalmente, e costosi, come ammette, perché la qualità richiede impegno, tempo e abilità. 

E, in effetti, sarebbe il caso di riconsiderare anche la parola costosi e l’impulso di scegliere prodotti agroalimentari in base al solo criterio del prezzo: le lenticchie di Antonio, come ci svela, costano sì 12 euro, ma in quella che sembra una sterile cifra sono racchiuse abilità antiche, cento anni di generazioni di coltivatori, un piccolo appezzamento di terra e i prodotti del lavoro di una famiglia, dalle lenticchie ai formaggi. O ancora,  i ricordi della nonna che “concia”in cortile e le tante difficoltà. Come dopo il terribile terremoto che ha scosso Norcia e le sue frazioni, rischiando di spezzare le gambe ai piccoli commerci e alle piccole imprese.

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AZIENDA AGRICOLA LA MONTAGNOLA CASTELLUCCIO DI NORCIA

Per Antonio, però, è un nuovo inizio. “Con una scarpa e una ciabatta”, come ci confida, con poco più di nulla, segue la scintilla e decide di votarsi a girare l’italia per partecipare alle fiere agricole, al commercio di ciò che produce, allo studio dei prodotti che vende e alla loro eccellenza. Senza tecniche di vendita, ma con un discreto successo. Perché, come dice, serve fortuna, ma soprattutto capacità di stare a contatto con le persone.
La concorrenza, in un settore così agguerrito e problematico, non lo spaventa, perché crede fermamente nel potere delle storie che ci sono dietro i pacchettini di lenticchie e nella capacità di chi sceglie di comprenderle. Il segreto, per Antonio, è proprio saper raccontare ciò che vende, saper parlare, produrre conoscenza ed educazione alimentare incontrando più persone possibili. Sfidando il virtuale per tornare al reale, come reali sono la fatica di suo padre sul cingolato e gli anni che la sua famiglia ha dedicato a questo mestiere.

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Adesso, l’impresa di Antonio è imperniata sull’amicizia e i legami familiari: ha un amico ad aiutarlo con le spedizioni, ed è solo da pochissimo che ha iniziato piccoli passi sui social per far conoscere La Montagnola, sbarcata nel mondo virtuale solo alla fine del 2019, preferendo le fiere e i piccoli appuntamenti d’elezione. Girando in tutt’Italia per poi far sempre ritorno a Castelluccio di Norcia, e rifiutando con grande determinazione diavolerie moderne costosissime. Affidandosi ai legami, alla qualità, alla storia e al passaparola.

Consigliando a tutti i ragazzi e le ragazze che hanno una tradizione in agricoltura o una passione in tal senso, di andare avanti, sfidando i pregiudizi. Perché, dice, quando torno in campagna ritrovo la calma, il silenzio e il relax.

(Immagine in evidenza e a corrddo del testo tratte dalla pagina Facebook “La Montagnola”)

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