Nostos: Emanuele e Francesca producono marmellate con la frutta “brutta ma buona”

La piccola azienda agroalimentare di Oristano, in Sardegna, dove si recuperano i prodotti alimentari imperfetti. Un’idea nata in Mozambico.

Screenshot 2026 01 19 alle 12.47.30

Emanuele e Francesca, trentenni, marito e moglie, hanno alle spalle, nonostante la giovane età, una lunga esperienza di volontari in Mozambico, per aiutare agricoltori e apicoltori delle aree rurali del paese. 

Insegnavano le tecniche di coltivazione, la costruzione delle case in mattoni e non in terra cruda, la necessità di mandare i figli a scuola. E allo stesso tempo imparavano a non sprecare nulla della terra, a partire dai prodotti agricoli che in Occidente chiamiamo “brutti ma buoni”: la frutta ammaccata, per esempio, che diventa invendibile perché non ha l’aspetto adatto all’estetica richiesta dai consumatori.

Una volta rientrati in Italia, dopo il Covid, Emanuele Pinna Massa e la moglie Francesca Bina hanno deciso di utilizzare la lezione appresa in Mozambico e trasformarla in una piccola azienda agricola e alimentare. Nasce così, a Oristano, la piccola azienda Nostos, ispirata alla filosofia di non sprecare il cibo, specie quando ha soltanto un problema di apparenza, che non significa bassa qualità o insicurezza alimentare, ma anzi potrebbe tradursi anche in un gusto speciale del prodotto scartato e destinato di ventare un rifiuto.

Attraverso una serie di accordi con i produttori locali e con i mercati ortofrutticoli, a chilometro zero, Emanuela e Francesca recuperano a bassi prezzi, la frutta per trasformarla in conserve da vendere poi con il marchio Nostos (la cui etimologia richiama la parola greca Nostalgia). Tutto ciò che viene recuperato in quanto classificato come “invendibile” viene trasformato in marmellate, confetture e composte. E poi viene messo in vendita innanzitutto attraverso la rete Internet.

Fonte immagine di copertina: Nostos/Facebook

Leggi anche: 

Vuoi conoscere una selezione delle nostre notizie?