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Collecchio: il Comune approva l’apertura degli asili nido per 365 giorni all’anno

Una buona notizia per i genitori lavoratori di Collecchio, un piccolo comune in provincia di Parma, che non avranno più la necessità di affidare i propri figli a qualcuno. Molte le perplessità della Fp Cgil

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NIDO 365 A COLLECCHIO

Collecchio è un piccolo paesino in provincia di Parma. Sconosciuto ai più fino a qualche giorno fa, è salito alla ribalta della cronaca nazionale per la grande novità nel settore dei servizi educativi. Proprio nei giorni scorsi, infatti, il Comune di Collecchio, con il voto favorevole del Consiglio comunale, ha approvato l’operazione Nido 365, grazie alla quale gli asili del Paese potranno rimanere aperti 365 giorni all’anno.

La novità, unica nel suo genere in Emilia Romagna e in Italia, riguarda le strutture per l’infanzia destinate ad accogliere bambini da 0 a 3 anni. Rappresenta la risposta del Comune per andare incontro alle esigenze delle famiglie che anche nei mesi estivi (luglio e agosto) hanno la necessità di affidare i figli a qualcuno. Ed è un modo per riconoscere più diritti alle mamme che lavorano.

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NIDO APERTO TUTTO L’ANNO COLLECCHIO

I nidi rimarranno aperti tutto l’anno tranne che nelle festività nazionali. Ma si pongono fin da subito paletti e limite di frequentazione: i genitori infatti dovranno scegliere comunque 4 settimane estive di non frequenza obbligatoria e almeno tre settimane dovranno essere consecutive.

Già dal prossimo anno scolastico ci saranno 80 posti disponibili per il nido Allende e 46 al Montessori, strutture attualmente gestite dalla cooperativa Proges dove operano dipendenti della coop e tate del Comune. Inoltre Il servizio non avrà costi aggiuntivi rispetto alla retta pagata dalle famiglie l’anno precedente, cosa che rende la scelta ancora più in linea con la volontà di rispondere alle esigenze delle famiglie.

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Questa novità ha però mosso le perplessità della Fp Cgil di Parma, che chiede l’apertura di un tavolo di confronto: “Tra gli aspetti da affrontare in modo concertato vi è, ad esempio, come possa integrarsi questa tipologia di progetto educativo con le nuove linee guida della legge 107, che prevede momenti specifici di programmazione delle attività educative nei periodi di chiusura delle scuole. Non si rischia, così facendo, di mettere a rischio la continuità educativa, sacrificandola a periodi di mini-progettazione legati alla partecipazione dei bambini in specifiche settimane, che inevitabilmente saranno variabili?”.

“La totale flessibilità organizzativa che sembra comportare questo progetto – conclude il sindacato – renderà molto complicata l’organizzazione del lavoro delle educatrici. Il progetto sembra evidenziare una sperimentazione fortemente incentrata sulla domanda individuale e non sulle esigenze collettive che possono delinearsi in un territorio, rendendo complessa l’organizzazione interna del lavoro”.

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