Herman James, il barbiere di New York che taglia i capelli gratis a Central Park

Una storia iniziata nel buio della pandemia, e poi diventata di simbolo della solidarietà in una metropoli dove il costo della vita è sempre più alto.

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Una sedia a Central Park, i suoi fidati ferri del mestiere, tanta natura e tanto spazio aperto. E la sapienza delle mani, quelle mani che da dieci anni tagliano i capelli, aggiustano le barbe e tingono le chiome dei suoi affezionati clienti  in un negozio dell’Upper West-Side di Manhattan.  Oggi, a causa della chiusura forzata da pandemia di Covid-19, che a Marzo ha decretato la chiusura di tutte le attività considerate non necessarie (barbieri compresi), Herman James ha approfittato delle belle giornate e ha spostato la sua attività nei pressi dell’ingresso della West 72nd Street del parco, nella zona intitolata Strawberry Field in memoria del celeberrimo brano dei Beatles.

Ogni domenica mattina  Herman James, barbiere, arriva con la sua cassetta degli attrezzi e si piazza sotto la pergola vicino a Strawberry Fields, nel cuore di Central Park, per offrire i suoi tagli gratuiti, con semplici donazioni a piacere.
Questa storia, che meriterebbe una scrittura cinematografica, inizia nel periodo buio della pandemia. Herman James faceva il barbiere a Manhattan dal 2010. Quando, nel marzo 2020, New York chiuse le attività non essenziali a causa della pandemia, anche il negozio dove lavorava dovette fermarsi e James si ritrovò quindi senza il suo normale posto di lavoro. Da qui un’idea semplicissima: portare la sua sedia e i suoi strumenti a Central Park. James scelse una pergola vicino a Strawberry Fields, il memoriale dedicato a John Lennon, non lontano dalla West 72nd Street. Mise fuori sedia, forbici, pettini e macchinetta e aspettò di vedere cosa sarebbe successo. Dopo appena una decina di minuti arrivò il primo cliente. E quando gli altri passanti videro qualcuno farsi tagliare i capelli, cominciarono ad avvicinarsi. In un periodo in cui New York era ancora profondamente segnata dalla pandemia, un semplice taglio di capelli diventò per molte persone un piccolo ritorno alla normalità.

 

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La cosa più particolare era che James non chiedeva una tariffa obbligatoria. I tagli erano gratuiti e chi voleva poteva lasciare una donazione. Alcuni davano la cifra normalmente richiesta da un barbiere newyorkese — 30 o 40 dollari — mentre James raccontò di aver ricevuto anche solo 1 dollaro o, in altri casi, anche 200 dollari. Alcuni clienti, invece di pagarlo, gli hanno portato dei regali. Una persona, per esempio, gli portò persino una torta fatta in casa.

Il principio era semplice: chi poteva contribuiva, chi non poteva riceveva comunque il taglio. Per James non era soltanto una questione di capelli. Spiegava che un buon taglio poteva influenzare la fiducia in se stessi, la voglia di lavorare e persino lo stato mentale di una persona.

Una volta chiusa la parentesi della pandemia, l’esperienza di Herman James era diventata talmente famosa e conosciuta a New York, da proseguire regolarmente anche negli anni successivi. E oggi, nella New York che soffre per l’altissimo costo della vita e per le tante diseguaglianze che la rendono una metropoli ingiusta, Herman è apprezzato da tutti con als au etichetta di “barbiere di Central Park”, a disposizione innanzitutto dei poveri.

Fonte immagine di copertina: centralparkbarber/Instagram

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