Una sedia a Central Park, i suoi fidati ferri del mestiere, tanta natura e tanto spazio aperto. E la sapienza delle mani, quelle mani che da dieci anni tagliano i capelli, aggiustano le barbe e tingono le chiome dei suoi affezionati clienti in un negozio dell’Upper West-Side di Manhattan. Oggi, a causa della chiusura forzata da pandemia di Covid-19, che a Marzo ha decretato la chiusura di tutte le attività considerate non necessarie (barbieri compresi), Herman James ha approfittato delle belle giornate e ha spostato la sua attività nei pressi dell’ingresso della West 72nd Street del parco, nella zona intitolata Strawberry Field in memoria del celeberrimo brano dei Beatles.
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La cosa più particolare era che James non chiedeva una tariffa obbligatoria. I tagli erano gratuiti e chi voleva poteva lasciare una donazione. Alcuni davano la cifra normalmente richiesta da un barbiere newyorkese — 30 o 40 dollari — mentre James raccontò di aver ricevuto anche solo 1 dollaro o, in altri casi, anche 200 dollari. Alcuni clienti, invece di pagarlo, gli hanno portato dei regali. Una persona, per esempio, gli portò persino una torta fatta in casa.
Il principio era semplice: chi poteva contribuiva, chi non poteva riceveva comunque il taglio. Per James non era soltanto una questione di capelli. Spiegava che un buon taglio poteva influenzare la fiducia in se stessi, la voglia di lavorare e persino lo stato mentale di una persona.
Una volta chiusa la parentesi della pandemia, l’esperienza di Herman James era diventata talmente famosa e conosciuta a New York, da proseguire regolarmente anche negli anni successivi. E oggi, nella New York che soffre per l’altissimo costo della vita e per le tante diseguaglianze che la rendono una metropoli ingiusta, Herman è apprezzato da tutti con als au etichetta di “barbiere di Central Park”, a disposizione innanzitutto dei poveri.
Fonte immagine di copertina: centralparkbarber/Instagram
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