A Napoli chiese come rifugi climatici contro il caldo

Al fresco delle navate ci si può riposare, bere dell'acqua e usare i servizi igienici. Tutto su misura per le persone disagiate

Uova di Pasqua92
Le chiese come rifugi climatici. A Napoli la Curia e la Caritas diocesana hanno avuto un’ottima idea per aiutare le persone fragili contro il caldo: aprire le chiese e metterle a disposizione come luoghi dove rinfrescarsi, bere dell’acqua, utilizzare i servizi igienici.
L’idea è semplice ma efficace: le chiese sono quasi sempre, specie all’esterno, luoghi freschi e arieggiati, dove il caldo si può sopportare anche senza i climatizzatori. Gli edifici storici, grazie ai muri spessi e agli ampi volumi interni, mantengono temperature più basse rispetto all’esterno e possono diventare delle vere oasi di sollievo durante le ore più calde. Oltre al riparo, i volontari mettono a disposizione acqua e bevande fresche per chi ne ha bisogno.
«La nostra è una chiesa molto fresca e ben ventilata – don Salvatore,  parroco di San Giovanni Maggiore –. Chi entrerà potrà riposarsi qualche momento, bere dell’acqua e utilizzare anche i servizi igienici. Sono gesti semplici, ma in giornate torride possono fare la differenza. È così che vogliamo vivere il Vangelo: prendendoci cura delle persone, soprattutto di quelle più fragili, con la semplicità dell’accoglienza.
Tra le chiese che fanno parte di questa speciale rete di rifugi climatici, ci sono:
  • Chiesa di San Giovanni Maggiore
  • Chiesa dei Santi Filippo e Giacomo
  • Chiesa di San Giorgio Maggiore
  • Binario della Solidarietà (struttura di accoglienza diocesana a Gianturco, nella periferia di Napoli)

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