Domenico Agostinelli, 85 anni, nato a Campli, in Abruzzo, non è un ricco collezionista, o uno storico dell’arte, ma semplicemente un uomo che si autodefinisce “un piccolo custode del tempo” che ha messo insieme una straordinaria collezione (aperta al pubblico) di oggetti semplici, comuni, ma tutti trasformati in frammenti di memoria.
Il Museo Agostinelli (detto anche Museo Agostinelli) a Roma è un luogo davvero insolito: non è un museo “tradizionale”, ma una gigantesca raccolta di oggetti di ogni tipo legati alla vita quotidiana e alla cultura popolare.
Contiene:
- Circa 60.000 oggetti, organizzati in oltre 450 collezioni diverse
- Oggetti comunissimi ma anche curiosi o rari, ad esempio:
- bottoni, ombrelli, francobolli, giocattoli
- denti umani, fili spinati, carta igienica
- strumenti, utensili domestici e oggetti artigianali
In pratica è una specie di “enciclopedia materiale” della vita quotidiana.
Tra i pezzi più particolari ci sono:
- lettere storiche (ad esempio di Giuseppe Mazzini a Garibaldi)
- reperti attribuiti alla tomba di Tutankhamon
- documenti antichi, come un indice settecentesco di libri proibiti
- la culla di Totò
- l’auto di Al Capone
- una cinepresa di Federico Fellini
Negli anni Agostinelli ha rifiutato ricche offerte americane per vendere tutto, e ha sempre voluto conservare il suo spazio in Via Carlo Casini 95 alla periferia diRoma, aperto al pubblico.
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