A Venezia arriva la stangata dei musei: 35 euro per visitare Palazzo Ducale

Un aumento di quasi il 20 per cento. Per continuare a mercificare la città e opprimerla con il turismo "da rapina"

Palazzo Ducale venezia
A Venezia hanno assestato un nuovo colpo alla città, alla sua immagine e al suo tessuto sociale: un aumento-record, indiscriminato, ingiustificato e insensato dei prezzi per accedere ai musei sul territorio gestiti dall’amministrazione comunale. In particolare, dal 1° gennaio 2026,  il biglietto d’ingresso a Palazzo Ducale è aumentato a 35 euro (l’anno precedente era di 30 euro: + 16,7 per cento!) e le nuove tariffe si applicano a tutti i musei civici della città ( il Museo Correr, il Museo Archeologico Nazionale e le Sale Monumentali della Biblioteca Marciana). A questo punto Venezia, nella sua discesa verso il basso, ha conquistato un altro primato: ha i musei più cari d’Italia.
I Musei Civici di Venezia sono gestiti dalla Fondazione Musei Civici di Venezia (MUVE), a sua volta controllata dal comune, che per dare una spiegazione a una scelta così fuori luogo e sprecona,  ha tirato fuori, come al solito, la parola magica: sostenibilità. Dicendo che si tratta di “un adeguamento tariffario” (immaginate che cosa potrebbe accadere se tutti i negozi dove si fa la spesa facessero un “adeguamento tariffario” dei prezzi del 16,7 per cento…) collegato a fantomatici “nuovi progetti espositivi , di sostenibilità e di diffusione culturale”.
musei civici venezia
Quindi, abbiamo capito che a Venezia, dopo le abituali stangate per il caffè e l’acqua minerale (43 euro se vuoi berli seduto a un Caffè di Piazza San Marco) o per la cena nella “tipica  trattoria locale” (con continue denunce da parte della stampa straniera, che ha raccontato anche di un conto da 1.100 euro servito a tavola, in una osteria veneziana, dopo il vino e la bistecca, alla solita coppia di turisti giapponesi da spennare), adesso arriva anche la “stangata musei”. In un periodo, tra l’altro, nel quale tutti cercano di tirare la cinghia e tutti chiedono di abbassare i prezzi per contrastare un carovita ormai insostenibile.
La giustificazione in base alla quale “anche all’estero i musei costano tanto”, poi, è semplicemente falsa. All’estero il costo dei biglietti nei musei, in genere, è proporzionato ai redditi medi della popolazione attiva, e quindi si tratta di confronti fuori luogo, oltre che non veri in quanto spesso i musei nel mondo più sviluppato e ricco di patrimoni culturali (dal Regno Unito alla Francia) sono persino gratuiti.
La verità è che, conquistando il primato dei musei più cari d’Italia, gli amministratori comunali di Venezia hanno dimostrato di essere coerenti con l’idea corrente di mercificare la città (finché dura…), con un “turismo da rapina”, del tutto insostenibile. che certo allontana e non avvicina agli spazi culturali.
Non a caso, le uniche, vere critiche al biglietto di 35 euro per visitare Palazzo Ducale a Venezia sono arrivate dai più autorevoli e informati siti del mondo dell’arte, come Artribune, che parla esplicitamente di “una mazzata, grazie alla quale “entrare in un museo costa sempre di più”.  E i visitatori sono sempre più ridotti a limoni da spremere, come i turisti.

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