Massimo da Bergamo crea un vigneto modello a Lipari e sull’Etna

La più grande cantina delle Eolie è di un bergamasco. Interrata come gli antichi ipogei, con camini solari ed a impatto zero.

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Da Bergamo a Lipari, dalle ombre della Pianura padana (zona Nord) alla luce delle isole Eolie (Sicilia). Massimo Lentsch, 61 anni, bergamasco, laureato in Sociologia economica, ha avuto molto coraggio nel fare una scelta in senso opposto rispetto alla consuetudine: da Nord è emigrato verso Sud. Con un obiettivo preciso: fare un vino di alta qualità all’insegna della vera sostenibilità.

Tuto inizia da una vacanza in Sicilia, nei primi anni del Duemila, quando Massimo di innamora delle Eolie, e con l’aiuto di Salvo Foti, l’enologo italiano più esperto di terreni vulcanici realizza  il progetto di Tenuta di Castellaro, una cantina costruita nella zona di Quattropani, a Lipari con l’obiettivo di valorizzare vitigni autoctoni come la Malvasia delle Lipari e il Corinto Nero.

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Nasce così quella che viene definita la più grande cantina delle Eolie, un progetto fortemente legato alla sostenibilità e alla valorizzazione del territorio vulcanico, con una produzione orientata a vini di carattere, ottenuti con lieviti indigeni e tecniche poco interventiste. La cantina è spettacolare proprio per le sue caratteristiche ispirate alla sostenibilità: è stata progettata ipogea, ovvero quasi completamente interrata per garantire umidità e temperature stabili. Per portare luce all’interno sono stati montati dei camini solari, la ventilazione è naturale grazie alla Torre del vento, e il vino si muove senza l’uso di pompe invasive.

Dopo il successo di Lipari, con la sua cantina a impatto zero,  Massimo Lentsch è andato avanti espandendosi ancora in Sicilia. Nasce così un secondo progetto  sulle pendici dell’Etna, con una cantina che porta il nome del proprietario, dove si producono vini provenienti soprattutto dalle uve dei vitigni simbolo dell’Etna, il Carricante e il Nerello Mascalese, con impianti  situati tra Randazzo e Castiglione di Sicilia. La  filosofia è quella di una viticoltura artigianale, rispettosa della natura, con vigneti spesso allevati ad alberello e una forte attenzione all’identità dei singoli cru etnei.

Infine, il terzo tassello del piano di Lentsch, con il ritorno alle origini: un impianto di produzione anche nel bergamasco.

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Oggi i vini più venduti della sua cantina sono: 

Etna Bianco DOC

È il bianco principale della cantina.

  • 100% Carricante
  • Fresco, minerale, con note agrumate ed erbacee
  • Espressione diretta dei suoli vulcanici del versante nord dell’Etna 

Etna Rosso DOC

Il vino rosso “di casa”.

  • 100% Nerello Mascalese
  • Elegante, speziato, con frutti rossi e forte mineralità vulcanica
  • Struttura fine ma anche adatta all’invecchiamento 

Etna Rosato DOC

La versione rosata del Nerello Mascalese.

  • Fresco, fragrante e molto gastronomico
  • Più immediato e leggero rispetto al rosso

Carricante IGT

Un bianco più “verticale” e sperimentale rispetto all’Etna Bianco DOC.

  • Sempre Carricante in purezza
  • Più aromatico e con forte impronta minerale e agrumata 

Etna Rosso DOC Feudo di Mezzo

  • Da una vigna storica (anche centenaria)
  • Nerello Mascalese 100%
  • Più complesso e strutturato, con grande profondità e capacità di evoluzione 

Le immagini sono tratte dalla pagina Facebook “Massimo Lentsch”

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