L’equivoco della lipoaspirazione: quando non serve

Un intervento costoso e inutile se si vuole ridurre la cellulite. Il paziente ideale ha un peso corretto e il grasso ben localizzato

Donna osserva il proprio corpo allo specchio durante una visita estetica

La lipoaspirazione o liposuzione ha un doppio record: è l’intervento di chirurgia estetica più eseguito al mondo ma anche il più sprecato. Secondo l’International Society of Aesthetic Plastic Surgery (Isaps) se ne eseguono ogni anno 2 milioni e 100mila (l’ultimo dato ufficiale è del 2024) nel mondo e quasi 40mila in Italia (nel 2023 erano meno di 30mila).

Tutto nasce da una cattiva conoscenza della reale utilità di questo intervento, anche per colpa di qualche medico spregiudicato. L’equivoco, e lo spreco degli interventi, nascono dal fatto che la lipoaspirazione non è un trattamento per la cellulite. È progettata per rimuovere il grasso sottocutaneo in eccesso e migliorare il contorno del corpo; la cellulite, invece, è causata da alterazioni del tessuto connettivo e della distribuzione del grasso sotto la pelle, che producono il tipico aspetto “a buccia d’arancia”.

A che cosa serve la lipoaspirazione

Medico mostra a una paziente le zone del corpo trattabili con la lipoaspirazione

In pratica, la lipoaspirazione è un intervento con il quale si elimina un certo numero di cellule adipose, che non saranno più rimpiazzate. Se una persona ha soprattutto grasso localizzato, la lipoaspirazione può dare un buon risultato estetico; se il problema principale è la cellulite, la lipoaspirazione spesso non la migliora e, in alcuni casi, può persino rendere le irregolarità della pelle più evidenti. La vera utilità della lipoaspirazione è che rimuove accumuli localizzati di grasso da aree come addome, fianchi, cosce, glutei, braccia, mento o schiena. Non è quindi un trattamento per la perdita di peso, ma per il rimodellamento del profilo corporeo.

Per chi è adatta

Il paziente ideale, quello più adatto a un intervento di lipoaspirazione è una persona che presenta una cute tonica ed elastica, ha un peso (quasi) corretto, ma con depositi adiposi resistenti alla dieta e all’attività sportiva. A quel punto, dopo che il peso è stabile per 6-12 mesi, si può intervenire con la lipoaspirazione che può essere locale con sedazione, spinale o generale, a seconda dell’estensione dell’intervento e delle aree da trattare.

Che cosa succede dopo l’intervento

Donna a riposo dopo la lipoaspirazione con fascia compressiva addominale

Dopo l’intervento è normale avere gonfiore, lividi e dolore moderato per alcuni giorni. La guaina compressiva per la pancia viene generalmente indossata per alcune settimane: la maggior parte delle persone riprende le attività quotidiane in pochi giorni, mentre l’attività fisica intensa viene ripresa dopo alcune settimane, secondo le indicazioni del chirurgo. Il risultato definitivo si apprezza in genere dopo 3-6 mesi, quando il gonfiore si è risolto, mentre il periodo di riposo dopo l’intervento varia da uno a sette giorni, un periodo nel quale si riprende a camminare gradualmente, per ridurre il gonfiore e non correre rischi legati alla formazione di trombi.

Rischi possibili

Come ogni intervento chirurgico, la lipoaspirazione comporta rischi, tra cui:

  • infezione;
  • sanguinamento o ematomi;
  • irregolarità del profilo cutaneo;
  • accumuli di liquido (sieromi);
  • alterazioni della sensibilità della pelle;
  • trombosi o embolia (eventi rari ma potenzialmente gravi);
  • complicanze legate all’anestesia.

La cellulite non c’entra

Un medico onesto dovrebbe chiarire al paziente, dal primo momento, che la lipoaspirazione non è un trattamento per la cellulite. È progettata per rimuovere il grasso sottocutaneo in eccesso e migliorare il contorno del corpo. La cellulite invece, è causata da alterazioni del tessuto connettivo e della distribuzione del grasso sotto la pelle, che producono il tipico aspetto “a buccia d’arancia”.

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