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La rivoluzione verde del mondo inizia dalle grandi citta’

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La corsa alla sostenibilità sta modificando l’urbanistica e la logistica delle grandi metropoli, in tutto il mondo. L’ultima scommessa sul tavolo, in ordine di tempo, è quella di Pechino, dove l’amministrazione ha annunciato la sua “rivoluzione verde”. La città dove si immatricolano circa 2500 macchine al giorno soffoca tra i gas e nel traffico, e da qui è partita la nuova politica municipale. Il primo provvedimento è uno shock per gli automobilisti: chi vuole un’auto nuova dovrà vincere una lotteria, con la quale sono state messe a sorteggio soltanto 240mila vetture per un anno. In secondo luogo saranno costruiti 26 tunnel per dirottare il traffico sotto le tangenziali, con l’obiettivo di restituire la città ai pedoni, alle biciclette  (ne sono previste 100mila gratis alle uscite della metropolitana), alle auto elettriche, le uniche autorizzate alla circolazione nelle strade in superficie.

Pechino e New York veri modelli di sostenibilità

In pratica se il piano annunciato dal sindaco Guo Jinlong sarà rispettato, in pochi anni sorgerà una Pechino-bis nel sottosuolo e la capitale cinese diventerà un modello di sostenibilità urbana. È già avanti, invece, New York dove il 77 per cento dei residenti sull’isola di Manhattan non ha più l’automobile e circola con i mezzi pubblici, in bici, oppure a piedi. Le isole pedonali, volute dal sindaco Michael Bloomberg e attrezzate con piste ciclabili, bici in affitto e taxi collettivi, si stanno moltiplicando. Con una differenza rispetto agli inizi di questa politica amministrativa: mentre nella prima fase il sindaco era molto contestato, specie dalle associazioni dei commercianti, adesso, visto il successo degli esperimenti, sono gli stessi negozianti a chiedere le isole pedonali nei loro quartieri. Intanto le scelte di Bloomberg hanno trasformato New York nella città più sostenibile d’America. Ogni residente nei cinque boroughs della Grande Mela produce 7,1 tonnellate di C02 l’anno rispetto a una media nazionale, per ciascun americano, di 24,5 tonnellate. E gli abitanti del bucolico Vermont consumano il triplo della benzina e il quadruplo dell’elettricità dei newyorkesi.

Per l’Europa è un obiettivo primario

In Europa la sostenibilità è diventata il primo obiettivo delle politiche comunali. A Londra un deterrente all’uso dell’auto che ha ben funzionato è stato il congestion charge, un pedaggio di otto sterline che i veicoli devono pagare per circolare nel centro. Ma il passaggio più importante, anche ai fini degli assetti urbanistici della capitale inglese, è appena iniziato con la moltiplicazione dei nuovi edifici, con residenze, uffici e aree commerciali, completamente privi di parcheggi. Il prossimo anno l’architetto Renzo Piano consegnerà The Shard of Glass, un grattacielo di cristallo di 87 piani per un totale di 310 metri di altezza, che non avrà neanche un posto auto. Né in superficie né nel sottosuolo. Ci saranno soltanto una ventina di rettangoli per le auto riservati agli handicappati e alle operazioni di carico e scarico di merce. Il mandato di Ken Livingston allo studio di Piano è stato molto esplicito: più parcheggi in città significa più macchine in circolazione, e dunque è meglio rinunciarci. Intanto anche Londra si sta attrezzando, con le colonnine dei rifornimenti, per favorire la diffusione dell’auto elettrica: i cittadini che intendono passare a questa tecnologia possono ricaricare la loro vettura a forfait con una spesa di 100 sterline l’anno.

L’auto elettrica è la scommessa sulla quale stanno puntando Parigi e Berlino. Il 58 per cento dei residenti nella capitale francese non ha più l’auto e il sindaco si prepara a introdurre il sistema Autolib, già sperimentato con successo con il piano Velib per le bici: 3mila auto elettriche saranno a disposizione dei cittadini, anche con un servizio di prenotazione telefonica attivo 24 ore su 24, nelle varie postazioni sparse in città. Il governo tedesco punta molto in alto con l’auto elettrica e ne prevede la vendita di un milione di pezzi entro il 2020, mentre a Berlino aumentano le “zone verdi” della capitale, dove la circolazione sarà riservata soltanto a vetture non inquinanti. E anche nella altre città della Germania i nuovi piani regolatori sono approvati prevedendo interi quartieri carfree, senza auto.

E anche l’Italia si sta adeguando

Infine l’Italia. Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ha annunciato l’intenzione di trasformare, entro il 2012, l’intero centro storico della capitale in una zona riservata alla circolazione di mezzi elettrici, pubblici e privati. Un traguardo molto ambizioso, che però dovrà fare i conti con due problemi: l’enorme concentrazione di uffici, specie quelli legati alla vita politica, proprio nel cuore della capitale, e le cattive abitudini degli italiani. Mentre cresce la domanda di sostenibilità, a partire proprio dalla mobilità nei centri urbani, gli italiani continuano a usare la macchina in modo compulsivo come dimostra il fatto che il 30,8 per cento degli spostamenti motorizzati avviene su tragitti inferiori a due chilometri. È il malcostume dell’automobilista che con la sua vettura vuole arrivare davanti all’ingresso del negozio dove deve fare un acquisto o sotto il portone di casa dell’amico. Non rinunciando alla schiavitù di un mezzo che vede aumentare i costi, a partire dal pieno per il carburante, e i disagi, come il parcheggio impossibile in pieno centro.

Da www.oil.it

 

 

Antonio Galdo, direttore del sito www.www.nonsprecare.it e autore del libro Basta Poco (Einaudi)