Nel cuore di la Goulette, storico sobborgo di Tunisi sul mare, c’è la sede di Kenenti, una startup tunisina che lavora soprattutto sul riuso e sulla rigenerazione delle scarpe, più che sul riciclo industriale della scarpa nel senso tradizionale.
L’attività di Kenenti funziona così:
- Recupera scarpe usurate o abbandonate e cerca di evitarne lo smaltimento, allungandone la vita utile.
- Le ripara e restaura intervenendo su pelle, tessuto, camoscio e suole.
- Le personalizza artisticamente: colori, disegni e decorazioni trasformano una scarpa vecchia in un prodotto nuovamente desiderabile.
- Utilizza anche materiali recuperati da fabbriche, come ritagli di pelle, tessuti e lacci, per le attività di restauro e personalizzazione.
Il fondatore principale di Kenenti è Chérif Zaroui (in alcune fonti traslitterato Zroui/Zerevi), un designer e imprenditore tunisino, che nion era partito da un’idea green. Chérif aveva iniziato studiando biologia dopo il diploma scientifico. Si rese però conto che il suo modo di essere era molto più orientato alla creatività e alla progettazione che allo studio teorico. Lasciò quindi quel percorso e si iscrisse alla ESSTED (École Supérieure des Sciences et Technologies du Design), specializzandosi nel design di prodotto.
Nel 2019, mentre era studente, la sua scuola collaborò con la Fashion Week e agli studenti venne chiesto di proporre un progetto. Zaroui ebbe un’idea piuttosto particolare: creare una scarpa utilizzando esclusivamente scarti di pelle, decorandola con motivi ispirati alla cultura amazigh/berbera tunisina. Il progetto piacque alla commissione e i professori lo incoraggiarono a continuare.
Parallelamente, Zaroui e i suoi amici Anwer Hsesna e Houssem Zghonda erano appassionati di sneakers. Si accorsero che in Tunisia mancavano servizi professionali per pulire, riparare e personalizzare scarpe di qualità. Da qui nasce l’idea di Kenenti: invece di buttare una sneaker quando è rovinata, recuperarla e trasformarla.
Nel 2022 Kenenti aveva già un team di circa 13 persone tra designer e artisti e fu premiata come miglior progetto tunisino per l’economia circolare durante il Summit della Francofonia di Djerba.
Le scarpe rappresentano uno degli articoli della filiera dell’abbigliamento più sprecati: nel 2026 il Centre National du Cuir et de la Chaussure ha stimato che il mercato tunisino richiede circa 40 milioni di paia di scarpe all’anno, mentre ogni anno se ne buttano nella spazzatura 3–4 milioni di paia.
Fonte immagine: Kenenti/Facebook
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