In Italia la cardioaspirina è effettivamente uno dei farmaci più venduti: con circa 36 milioni di confezioni viene dietro soltanto alla tachipirina. Anche per questo motivo l’innovazione introdotta nello stabilimento della Bayer a Garbagnate Milanese, in provincia di Milano, è molto importante dal punto di vista della sostenibilità. Qui il medicinale viene prodotto senza plastica: la novità non riguarda il blister delle compresse, ma il film plastico esterno che avvolgeva i cartoni contenenti le confezioni di cardioaspirina durante il confezionamento e la logistica. Il team dello stabilimento ha riprogettato il processo in modo che le confezioni vengano inserite direttamente nelle scatole di imballo, eliminando completamente questa pellicola plastica.
I vantaggi in termini di risparmio economico, riduzione dei rifiuti, e innanzitutto della plastica, sono enormi. Si eliminano così, ogni anno, 25 tonnellate di film in polipropilene, 5 milioni di metri di plastica, 3.750 bobine, e 70 tonnellate di CO2. Inoltre anche il processo produttivo ha un vantaggio in termini di minori costi, in quanto si elimina un passaggio.
Nello stabilimento italiano della Bayer viene prodotta anche la cardioaspirina destinata sia al mercato europeo sia, in larga parte, a quello cinese, e lo stabilimento è considerato uno dei più avanzati del gruppo a livello mondiale. E il cambiamento partito da qui potrebbe presto espandersi verso altri stabilimenti della Bayer, ma anche in altre grandi aziende farmaceutiche.
L’eliminazione del film plastico esterno introdotta nello stabilimento di Garbagnate Milanese non modifica il medicinale né il suo confezionamento primario (ad esempio il blister che contiene le compresse). Si tratta di un’innovazione di processo e di packaging secondario, quindi è potenzialmente trasferibile ad altri prodotti che utilizzano una logistica simile.
Può essere applicata soprattutto a:
- farmaci solidi orali (compresse e capsule) confezionati in astucci di cartone;
- prodotti che non necessitano di una pellicola esterna per garantire stabilità o sicurezza durante il trasporto;
- linee produttive che possono essere adattate senza compromettere l’efficienza del confezionamento.
Foto di copertina tratta dal sito www.avvenire.it
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- Textile Hub: il maxi-impianto industriale a Prato per riciclare i rifiuti tessili
- Futuro Prossimo: il progetto per combattere la nuova povertà a Milano
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