“Hostaria Koinè”, il primo ristorante in Italia aperto in un Centro di accoglienza

Il progetto ad Arcinazzo, dove sono ospitati ucraini e bengalesi in fuga dalla guerra

ristorante

Un ristorante multietnico che raccoglie le ferite delle guerre sparse nel mondo, e anche il primo in Italia a essere aperto in un Centro di Accoglienza. Gli Altipiani di Arcinazzo, un pianoro di rara bellezza a cavallo tra le province di Roma e di Frosinone, sono molto conosciuti dai turisti che li frequentano anche perché noti come “la Svizzera italiana”. E proprio qui, all’interno del Centro di accoglienza “Traiano Imperatore” (era il nome del vecchio albergo del quale ha preso il posto), i profughi ospiti della struttura hanno aperto il ristorante Koinè Hostaria. 

Il locale è aperto al pubblico ma è anche un luogo di formazione e inserimento lavorativo per migranti e rifugiati politici, in fuga dalle guerre nei loro paesi, come gli ucraini e i bengalesi. La cucina, tipicamente multietnica, nasce dall’incontro tra tradizioni gastronomiche italiane e ricette provenienti da diversi Paesi, con l’obiettivo di favorire inclusione e autonomia attraverso il lavoro.

Il progetto è stato ideato dai responsabili del centro di accoglienza e la cucina è coordinata dallo chef Alessandro Marsili insieme a cuochi che vivono o hanno vissuto nel Centro, che ospita mediamente non meno di un centinaia di persone. Secondo i promotori, il ristorante vuole mostrare come l’accoglienza possa trasformarsi in un’opportunità di crescita per il territorio, oltre che per le persone coinvolte.

Il progetto è candidato al Premio Non Sprecare 2026, nella sezione Associazioni. Per candidare i vostri progetti, seguite le istruzioni fornite qui.

I progetti in concorso per l’edizione 2026 del Premio Non sprecare:

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