In provincia di Caserta tutti conoscono Vincenzo Ammaliato,un attivista ambientale e organizzatore di progetti di tutela del litorale domitio, un luogo molto degradato dall’inquinamento, dalla speculazione edilizia e anche dai rifiuti che si accumulano sul litorale ed a mare. Vincenza, oltre a essere un militante che protegge l’ambiente, è anche un appassionato di arte. Così mentre coordina le attività dei volontari che puliscono le spiagge libere della zona, spesso non gestite dagli enti pubblici e recupera rifiuti spiaggiati (plastica, pneumatici, giocattoli, elettrodomestici etc…), ha avviato il progetto di un museo itinerante, dove la spazzatura raccolta a mare viene mostrata, in modo provocatorio, come una sequenza di installazioni artistiche.
Il progetto si chiama “Museo del Danno” e nasce dalla collaborazione dell’Associazione Domizia con la Fondazione Diana: una collezione itinerante (a volte esposta in mostre o eventi) in cui vengono raccolti rifiuti spiaggiati e materiali inquinanti trovati sulle coste del litorale domitio (tra Campania e Caserta) e trasformati in vere e proprie “opere” o “reperti”.
L’idea serve soprattutto a:
- sensibilizzare sull’inquinamento marino e i rifiuti in mare (marine litter)
- mostrare concretamente cosa finisce sulle spiagge (plastica, giocattoli, pneumatici, oggetti domestici ecc.)
- far riflettere sul fatto che molti di questi rifiuti non provengono solo dai bagnanti, ma anche da cattivo smaltimento a monte (fiumi, attività industriali e domestiche)
Il concetto è quello di “museo al contrario”: invece di oggetti preziosi, espone il “danno” ambientale reale che l’uomo produce, trasformandolo in uno strumento educativo e artistico.e finora, con il progetto “Seguimi” sul territorio ben 150mila studenti sono stati coinvolti in percorsi di educazione ambientale.
Le immagini sono tratte dalla pagina Facebook Museo del Danno
Il progetto è candidato al Premio Non Sprecare 2026, nella sezione Associazioni. Per candidare i vostri progetti, seguite le istruzioni fornite qui.
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