Ungheria: niente tasse alle donne che fanno figli. È boom di nascite
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Ungheria: niente tasse alle donne che fanno figli. Boom delle nascite

Ma anche nuovi asili, congedi parentali per i nonni, e prestiti a tasso zero. Così la natalità in Ungheria cresce del 5 per cento all’anno

Non tutti i governi fanno solo promesse, sul clima come sulla famiglia, ma alcuni riescono anche a passare ai fatti. Sono stato in Ungheria e ho capito meglio i motivi che sono alla base del largo consenso del quale gode un premier come Victor Orban che in tutta Europa, giustamente, critichiamo per il suo modo piuttosto bizzarro di interpretare la democrazia. E di stare all’interno di un’unione di stati dove va tutto bene quando bisogna incassare i fondi europei, e invece si alzano i muri, e ci si stacca dagli altri, quando bisogna mettere in campo politiche comuni per l’immigrazione.

IN UNGHERIA NIENTE TASSE A CHI FA FIGLI

C’è un punto della politica di Orban che considero molto convincente e che andrebbe studiato anche dalle nostre parti: gli interventi concreti a favore della famiglia. Per non sprecare questa risorsa centrale della società, e per invertire una curva demografica che, nel caso dell’Italia, ci sta trasformando in un Paese di e per vecchi. Il premier ungherese fa sul serio, e mette molti soldi sul tavolo per convincere le donne ad aumentare il numero dei figli. Con l’ultimo stanziamento, di circa 1,4 miliardi di euro, si arriva fino all’azzeramento delle tasse per le mamme che partoriscono nuovi bambini o che hanno famiglie numerose. Lo sconto fiscale è importante e arriva fino al tetto che consente alla lavoratrice dipendente, per esempio, di portare a casa il suo stipendio netto, senza alcuna detrazione in termini di imposte da versare allo Stato. Vi rendete conto dell’importanza di un provvedimento del genere? E di quale valore potrebbe avere per le donne che lavorano e hanno uno stipendio in Italia?

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NUOVI ASILI IN UNGHERIA

All’abbattimento delle tasse si sommano una serie di altri provvedimenti a favore delle donne. L’aumento del salario minimo, da 465 a 565 al mese, andrà a beneficio innanzitutto delle donne, che anche in Ungheria ricevono salari più bassi rispetto agli uomini. Poi ci sono gli asili: altri 21mila posti in costruzione e in consegna entro il 2022. I prestiti familiari a tassi zero fino a 30mila euro. E il congedo parentale per aiutare le donne con i bambini che non riguarda solo i mariti, ma anche i nonni.

LA POLITICA PER LA FAMIGLIA DI ORBAN

Personalmente, non ho alcuna simpatia particolare per Orban. Anzi. Ed è chiaro che in queste misure per le donne, per i bambini, per le famiglie, Orban ha messo nel conto anche un aspetto elettorale non secondario, visto che in Ungheria si va alle urne nel 2022. Ma l’efficacia di questa parte della sua politica sociale, e non solo, va pienamente riconosciuta. Non a caso, negli ultimi anni l’Ungheria, in un contesto economico globale molto complicato, ha continuato a crescere e ha visto un aumento delle nascite al ritmo del 5,5 per cento all’anno. Quanto ci piacerebbe vedere qualcosa del genere anche in Italia…

GLI AIUTI DELLO STATO ALLE DONNE CHE DECIDONO DI FARE FIGLI: 

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