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Il Wwf chiede un’agenzia Onu per l’ambiente

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Il Wwf propone la trasformazione dell’Unep (il programma per l’ambiente e lo sviluppo delle Nazioni Unite) in una vera e propria agenzia Onu per l’ambiente. La proposta dell’organizzazione ambientalista avviene in occasione della presentazione dello Zero Draft, la prima bozza resa nota il 10 gennaio del documento preparatorio per l’attesa conferenza Rio+20, che si terrà a Rio de Janeiro dal 20 al 22 giugno, bozza considerata «complessivamente molto deludente» dal Wwf per l’eccessiva «cautela diplomatica».

RIO+20 – La conferenza in cui si parlerà di sviluppo sostenibile avviene in occasione del ventesimo anniversario dell’Earth Summit che si tenne nella metropoli brasiliana nel 1992, e a 40 anni dalla prima conferenza Onu sulle tematiche ambientali a Stoccolma nel 1972. Conferenze durante le quali vennero poste le basi di importanti programmi per l’ambiente e vennero firmate convenzioni internazionali, come quelle sui cambiamenti climatici, sulla biodiversità e contro la desertificazione. Rio+20, oltre a confermare e valutare ciò che è stato fatto (e soprattutto cio che NON è stato fatto), avrà come tema lo sviluppo della «green economy» e il quadro istituzionale di controllo per l’attuazione dello sviluppo sostenibile.

WWF – Il Wwf segue i lavori preparatori del summit, pungolando le varie delegazioni per spingerle a far sì che Rio+20 non finisca con le solite dichiarazioni di principio e senza atti concreti. L’organizzazione ambientalista contribuisce all’elaborazione del testo finale che consenta, tra le altre cose, di andare oltre il prodotto interno lordo (Pil) come unico misuratore di ricchezza, affiancando indicatori ecologici a quelli economici e promuovendo una nuova visione del benessere che valorizzi il capitale naturale.

GREEN ECONOMY – Nelle riunioni preparatorie, tra l’altro, diversi Paesi hanno fatto presente che non è opportuno individuare un’unica definizione di green economy che accontenti tutti, soprattutto le piccole nazioni preoccupate di una definizione che imponga ulteriori standard qualitativi per bloccare le loro esportazioni o per innalzare nuove barriere doganali. Il Wwf critica lo Zero Draft anche perché non indica impegni vincolanti – che non devono essere «volontari e nazionali» – per evitare altre politiche fallimentari che potrebbero essere drammatiche per il futuro.