Il vertice di Rio? Uno spreco e un'ipocrisia | Non Sprecare
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Il vertice di Rio? Uno spreco e un’ipocrisia

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Ultimo aggiornamento il 21.11.2012 alle 13:39

Raccomandiamo, riconosciamo, riaffermiamo. La bozza del documento che sarà approvato al termine della Conferenza sull’ambiente di Rio contiene, già nell’uso dei verbi, l’annuncio dell’ennesima sconfitta degli organismi sovranazionali, a partire dall’Onu, di fronte agli squilibri sempre più gravi nel Pianeta. Impegni: zero. Accordi concreti: zero. Soldi sul tavolo: neanche a parlarne. E sullo sfondo un conflitto permanente, una somma di veti incrociati, tra paesi poveri e ricchi, economie (ex) emergenti e potenze occidentali. Il summit brasiliano, con tutta la sua ricca coreografia e con la solità tribù di migliaia di delegati e osservatori, ci consegna l’impotenza, aggravata dalla recessione, che guida il mondo. E conferma l’idea che questa babele di incontri, trattati e burocrazia verde purtroppo non porta da nessuna parte. Anzi. Alimenta ulteriori sprechi, a partire da quello che l’Onu cova a casa sua. Sono ben 35, infatti, gli organismi dell’Onu che discutono, tra ricchi stipendi e viaggi esotici, di governance ambientale globale. Almeno in questa conferenza si poteva decidere una cosa: ridurli a ciò che serve. Ed eliminare uno spreco planetario di soldi pubblici.

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