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I taxi a New York diventano ecologici

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I tredicimila taxi gialli che giorno e notte riempiono le street e le avenue di New York stanno per cambiare completamente faccia. Non un semplice face-lift. Non un restyling. Una vera e propria rivoluzione. Entro il 2013 entrarà in circolazione un nuovo modello di "yellow cab" progettato specificamente con la funzione di auto pubblica. Non più una vettura commerciale dipinta di giallo e sottoposta ai rigori di oltre centomila chilometri all’anno come l’attuale Crown Victoria, il taxi più comune di New York. Sarà un’auto pensata specificamente per le strade della Grande Mela, un modello che possa sopportare che le portiere vengano sbattute in media 130 volte al giorno, che possa accomodare le necessità degli handicappati e che sia in grado di essere riparato velocemente per rimanere fuori circolazione il minor numero di ore possibile.

In queste settimane il comune sta selezionando il modello vincente, quello che entrerà in produzione nel 2012, incomincierà a serpeggiare lungo le strade di New York l’anno successivo e entro il 2014 sarà l’unico "yellow cab" ufficiale della città.

Non più sedici modelli come ci sono ora. Modello unico che, insiste il sindaco Bloomberg, sia non soltanto comodo e funzionale ma anche un simbolo inconfondibile della città. Una scelta che rifletterà anche i cambiamenti sociali di New York e dunque l’uso che i newyorkesi fanno dei taxi.

L’approccio di New York alla questione delle autopubbliche non ha precedenti. E’ la prima volta che una città crea un sodalizio con l’industria automobilistiche per creare specificamente un taxi. Per il vincitore dell’appalto significa un contratto d’escusiva che durerà dieci anni e un fatturato intorno al miliardo di dollari.

Di yellow cabs ne sono esattamente 13.200 e sono regolamentati dal Taxi and Limousine Commission. E’ questa struttura del comune di New York che sta coordinando la selezione per il taxi del futuro.  La gara d’appalto era iniziata mesi fa e lunedì sono stati annunciati i tre finalisti. Un progetto viene dalla Ford, un altro è stato presentato dalla Nissan e un terzo viene dalla Karsan, azienda automobilistica turca. Una cosa hanno in comune tutti e tre i progetti in considerazione: non hanno nulla a che vedere con la Crown Victoria. Sono più furgoncini che auto e tengono in considerazione anzitutto le necessità degli handicappati e l’uso del taxi come mezzo di trasporto per valige e pacchi ingombranti. Facilità dunque d’accesso sia per i passeggeri che per il loro bagaglio.

Fino agli anni ’70 esistevano i cosiddetti "checker", macchinoni dalle forme arrotondate e con seggiolini pieghevoli che potevano accomodare fino a cinque passeggeri. Poi era venuta la crisi energetica e la necessità di impiegare veicoli più "verdi" e funzionali. Questo simbolo di New York era scomparso velocemente (era diventato impossibile trovare pezzi di ricambio) e per le strade della città avevano incominciato a circolare le Crown Victoria prodotte dalla Ford. Non avevano l’escusiva. Altre vetture erano autorizzate a fare da autopubbliche purché fossero dipinte dell’inconfondibile giallo intenso degli yellow cab. Ma le brutte e scomode Crown Victoria stanno uscendo di produzione e il comune di New York già da qualche anno sta lavorando sul progetto di un taxi del futuro. Non più molti modelli come ora. Un modello solo che soddisfi necessità estetiche e pratiche. Sicurezza e durabilità ma anche icona di una metropoli dove il taxi è una necessità, non un lusso.

Otto milioni e mezzo di abitanti e solo una piccola percentuale ha l’automobile. La stragrande maggioranza dei newyorkesi non guida e si muove dunque usando mezzi pubblici. Metropolitana e autobus ma anche i taxi che circolano in continuazione ventiquattr’ore su ventiquattro.

Adesso possono dire la loro anche i newyorkesi. Sul sito del Taxi and Limousine Commission è pubblicato un questionario che chiunque può compilare e dire la sua sul taxi del futuro. Si può votare sui tre modelli attualmente in considerazione anche se non si tratta di modelli definitivi.