I formaggi la sera possono rovinare il sonno e causare incubi

l'allarme lanciato da una ricerca canadese che ha analizzato il sonno in relazione alle abitudini alimentari

formaggi
Mangiare i formaggi la sera non è una buona idea, e non tanto perché possono portare a una digestione difficile e complicata, quanto per un altro effetto dimostrato da una recente ricerca scientifica: possono rovinare il sonno e causare incubi.

Già nell’Ottocento si parlava di questo possibile effetto e persino nelle pagine di un libro di Charles Dickens, si attribuisce  una visione notturna a “un pezzetto di formaggio mal digerito”. Inoltre, mangiare cibi ricchi di grassi porta a un aumento della temperatura corporea che rende il sonno più leggero, la fase REM più frammentata e sogni più vividi.

La novità arriva da una ricerca canadese, pubblicata su Frontiers in Psychology che ha esplorato il legame tra formaggio/dairy e incubi.  Ecco i punti chiave della ricerca che ha coinvolto  1.082 studenti universitari in Canada su dieta, qualità del sonno, abitudini alimentari e sogni e incubi.  Si è scoperto così che per alcune persone, soprattutto chi soffre di intolleranza al lattosio o disturbi digestivi, mangiare formaggio o altri latticini può essere associato a un sonno disturbato e ad incubi più intensi, probabilmente a causa del disagio fisico che interferisce con il sonno. Il legame più forte non è “il formaggio” in sé, ma il disagio fisico: gas, gonfiore e dolori addominali durante il sonno possono disturbare il riposo e rendere i sogni più vividi o spiacevoli.

 I ricercatori suggeriscono che semplici modifiche alla dieta, in particolare l’eliminazione del formaggio consumato a tarda notte, potrebbero trasformare un sonno spaventoso in un dolce riposo, sebbene siano necessari ulteriori esperimenti per decodificare la connessione tra intestino e sogni.“Un’alimentazione scorretta è stata  associata a più incubi e, in generale, a più sogni negativi”, ha affermato  Tore Nielsen, autore principale e direttore del Laboratorio Sogni e Incubi dell’Università di Montréal.

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