- Creta: include alcune delle mete più famose come la Laguna di Balos, Elafonissi (nota per la sabbia rosa), Falassarna e l’area di Gramvousa.
- Piccole Cicladi: sono protette le spiagge di isole come Iraklia, Schinoussa, Koufonisia (incluse Pori e Italida Beach) e l’isola disabitata di Keros.
- Isole Ionie: tra le zone coinvolte figurano Lefkada (con la spiaggia di Kastro) e Corfù (con Chalikounas Beach).
- Altre Isole: sono incluse spiagge a Samos, Limnos, Folegandros, Sikinos, Skopelos (come Paralia Velanio) e l’isolotto di Kira vicino ad Alonissos.
- Grecia Continentale: le restrizioni toccano anche zone vicino ad Atene (come Kalamaki) e aree naturali come il Parco Nazionale della Laguna di Messolonghi
Per quanto riguarda tutte le altre spiagge, le nuove regole impongono un limite molto importante: almeno il 70 per cento della superficie (che sale all’85 per cento nelle aree protette) deve restare libero da lettini e ombrelloni e a disposizione gratuita dei bagnanti.
Infine le licenze per le concessioni balneari non sono, come in Italia, rendite a vita, ma vengono assegnate tramite aste elettroniche, con l’obbligo per i concessionari di pulire e preservare l’area.
Le misura sono state presentate in Grecia come provvedimenti per contenere e governare l’overtourism, ma in realtà servono innanzitutto a proteggere le fasce più deboli della popolazione, quelle che non possono permettersi il caro-ombrellone, e anche a contenere le pressioni della lobby dei titolari delle concessioni balneari.
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