Pochi gatti riescono a combinare bellezza e stile, in un atteggiamento allo stesso tempo regale quanto misterioso, come il gattoSacro di Birmania (noto anche come “Birman”), una razza molto apprezzata per l’aspetto , ma innanzitutto per il carattere che lo trasforma in una straordinaria e affettuosa compagnia. Con il suo inconfondibile mantello semilungo, soffice e setoso, questo splendido gattone ha un temperamento sereno ed equilibrato.
Indice degli argomenti
Origini
Secondo la tradizione, questa razza sarebbe nata nei templi buddisti della Birmania (oggi Myanmar), dove vivevano gatti considerati sacri dai monaci. La leggenda più famosa racconta che un gatto bianco viveva accanto a un sacerdote del tempio dedicato alla dea Tsun-Kyan-Kse, quando il sacerdote fu ucciso, il gatto cambiò aspetto: il pelo divenne dorato, gli occhi blu come quelli della dea e le zampe rimasero bianche, simbolo di purezza. Da quel momento tutti i gatti del tempio avrebbero assunto queste caratteristiche e hanno aperto la strada al nome ufficiale della razza, che dall’Asia si è poi sviluppata in Francia a partire dall’inizio del Novecento: Sacro di Birmania. Si racconta che in Birmania i monaci Kittahs allevassero questi gatti e che nel 1919 due rarissimi esemplari siano stati regalati ad August Pavie, esploratore e diplomatico, protagonista dell’espansione dell’Indocina cinese, e al maggiore Gordon Russel, protagonista del presidio francese in Indocina.
Aspetto
Foto tratta da Wikipedia
ll Sacro di Birmania è un gattodi taglia media, robusto ma armonioso. Le sue caratteristiche più distintive sono:
Pelo semilungo e lungo, morbido e setoso, senza sottopelo molto denso (quindi tende a fare meno nodi rispetto ad altre razze a pelo lungo).
Colorpoint: corpo chiaro con estremità più scure (muso, orecchie, zampe e coda).
Zampe “bianche” con guantini simmetrici, una delle sue particolarità più iconiche. Sono comunque forti, anche se piuttosto corte, e le posteriori possono avere guanti leggermente più alti.
Occhi blu intenso, zaffiro scuro, grandi e leggermente ovali.
Testa arrotondata e muso dolce, dall’espressione molto mite. Nel gatto maturo la mascherina scura copre tutto il muso.
Le orecchie sono piuttosto piccole e arrotondate, ben distanziate e leggermente inclinate in avanti.
Il Sacro di Birmania è considerato uno dei gatti più equilibrati,e ideali per il relax:
Affettuoso e legato alla famiglia, ma non eccessivamente invadente
Socievole, generalmente va d’accordo con bambini e altri animali
Tranquillo, raramente aggressivo o territoriale
Curioso ma non iperattivo
Tende a seguire il proprietario da una stanza all’altra senza essere ossessivo.
Chi sceglie questo gatto deve sapere che soffre molto se lo lasciate solo.
Cure
Si tratta di un gatto che si adatta molto bene alla vita in appartamento, e non ha bisogno di cure particolari. Bisogna fare attenzione all’alimentazione: solo cibo di qualità, in quanto il Sacro di Birmania è considerato persino un cane schizzinoso.
Per il resto, tenete presente che:
Il pelo richiede spazzolature regolari, ma non quotidiane (basta ogni 2 settimane) come altre razze a pelo lungo
In generale è una razza abbastanza sana, anche se può avere predisposizione a:
problemi cardiaci (in alcune linee genetiche)
sensibilità renale o urinaria in età avanzata
Il peso regolare è da 3 a 4,5 chilogrammi per la femmina, e da 4,5 a 7 chilogrammi per la femmina.
Adozione
Anche se non è frequente, ogni tanto si trovano Birmani o incroci nei rifugi.
Contattate associazioni come rifugi locali o nazionali (es. ENPA, OIPA, gattili)
Cercate gatti “tipo Birmano” o simil razza
Compilate una richiesta di adozione e fate un colloquio conoscitivo.
Questo è un gruppo Facebook che merita di essere consultato se intendete provare ad adottare un Sacro di Birmania.
Immagine di copertina di Muschio Di Quercia – Wikipedia